L'amore è il sale della vita..... il sesso è il pepe della vita..... la STUDICHEGNA è il crauto con nutella della vita....

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Utente: cervisia
Sono la dea indiscussa della studichegna. Oppure un genio. Boh, devo decidere.

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Persone affette da studichegna

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giovedì, aprile 23, 2009
Calze, costumi e ordigni bellici inesplosi

Prosegue la mia attività di commessa per l'azienda di calze e costumi più conosciuta d'Italia. Nel frattempo penso che vorrei dare fuoco al negozio e non avere più niente a che fare con clienti, scontrini, obbiettivi aziendali e irascibili capi dalle idee molto confuse.

Poco da fare. Non cambierò il mondo. Non oggi comunque.

Probabilmente quando mi eleggeranno presidente del mondo avrò qualche chance. Piccolo dettaglio: non credo che mi eleggeranno presidentessa del pianeta entro i prossimi due mesi. E' una cosa un po' lunga, bisogna mettere d'accordo troppe persone e avere una buona raccomandazione. Mai una volta che il talento sia premiato.

Ti sbatti come una pazza col ballo di San Vito, ti fai un culo esagerato come una povera operaia egizia che trascina scatoloni del peso dei cubi con cui costruiscono le piramidi. Dividi, smisti, ti spacchi la schiena. e persone con la manicure perfetta, che non hanno mai lavorato un solo giorno in vita loro, si permettono di darti dell'incompetente se entro due minuti dal loro ingresso nel negozio non le ricopri di oro.

LA crisi, la crisi, la crisi. Ma quale crisi, mi viene da chiedere, se vedo continuamente persone spendere al giorno anche 100 euro in calzini.

E poi ci sono i sogni, sempre alla fine, sempre all'ultimo. Mandasseroaffanculo tutti i buonisti ipocriti, che con gli occhi luccicanti e l'espressione serissima ti dicono "insegui i tuoi sogni". Ma certo. Infatti io li inseguo.

Sono loro che scappano più veloci di me.

Ma mai disillusa. Morta un'ambra, se ne fa un'altra.

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venerdì, febbraio 13, 2009
Esausta.

Ma energica. Forte.

Dio mio se non sto crescendo.

E mi stanno sulle scatole molte più cose... molte meno cose. Non so, sembra che ci sia una bilancia. E questo già, per certi versi è un cambiamento.

Stimoli, certo.

Mi chiedo se è giusto che tutta una vita dovremo lottare per i nostri diritti. Sul lavoro. Sulla vita.

Perchè prenderei ordini più volentieri da una persona che è senza alcun dubbio più brava, o migliore di me. Ma non sopporto di prendere ordini sempre da persone che gli ordini non li sanno dare. Sul lavoro. Sulla vita. Sulla politica.

Il vero motivo dello sfascio, è che chi dà gli ordini, non sa nemmeno che ordini dare. Oppure impone dei metodi complicati per fare cose che con un po' di buon senso si potrebbero fare molto più semplicemente, serenamente, velocemente. Le leggi sarebbero uno degli infiniti esempi.

Lo so. E' tutto così, non ci possiamo fare nulla, ma vabbè. Io faccio osservazioni, mica altro.

Perle di studichegna offerte da: cervisia a 01:15 | link | commenti (14) |

mercoledì, dicembre 24, 2008
Diamoci un taglio

Messo in atto il primo punto della mia lista.

Ho tagliato la chioma. E la cosa veramente assurda è che per una volta nella mia vita non voglio mettere le mani addosso a chi mi ha messo le mani in testa. Certo, nessun taglio artistico o drastico, nessun cambio di colore o chessoio. Un semplice taglio scalato, ecchessarammai.

Ascolto del buon rap. George Benson ha avuto un attacco di gelosia, ma deve anche capirmi, sono ggiovane con ben due "g", ho anche io bisogno di fare tipo su e giù con la testa. E così lo tradisco con un po' di Cypress hill, un po' di Fugees, un po' di Busta Rhymes. Saranno in troppi? Evvabbè, con George Benson mi piace un rapporto intimo, mentre preferisco le orge di rapper, anche perchè è più divertente vedere come si incastrano tra di loro tra piercing, catene e anellazzi.

E penso. Penso che non dovevo innamorarmi. Non c'era nella lista. Oppure, se non è proprio amore, ci sono abbastanza vicina. E' una di quelle cose che sai che più andranno avanti e più saranno belle e profonde. Sarà merito del fatto che lui è una persona assolutamente normale. E non finge nulla. Non si nasconde e non nasconde emozioni. Non è finto, oppure pieno di "pippe" mentali.

Per esempio.... mangia tutto. E' fondamentale questa cosa. Assaggia tutto, mangia pure le verdure. LE VERDURE! Senza storcere la faccia o sputazzare. Quindi nessun problema a tavola. Anzi, sono io quella che ha avuto dei problemi col sushi o comecavolosiscrive. Cioè, ho avuto questa esperienza con la cucina giapponese e beh non è che mi abbia entusiasmato poi tantissimo. L'ho assaggiata, ho mangiato tutte quelle cose che iniziano per shi o shu e... Non ho avuto la voglia incontenibile di tornare al giapponese il giorno dopo. Anzi, mi ha pure intoppato l'intestino, se proprio vogliamo dirla tutta. Sto riso col pesce crudo.

Ma questo non fa di me una viziata col cibo nè una xenofobica.

Il punto è che non so se mi era ancora mai capitata una cosa del genere. Non con la cucina giapponese, dico.. con gli uomini. Non con tanti... cioè... con uno. Ok, non so se mi era mai capitato di provare certe cose così... normali... così naturali... Sto utilizzando troppi puntini di sospensione, questo è veramente grave, vuol dire che sono... oh fuck.

La parte interessante è che, anzicchè stupire quest'uomo con effetti speciali, credo di averlo stupito con la più totale spontaneità. Anzi, credo, a sto giro, di non aver stupito proprio nessuno. Se sono a casa mia, vado in giro in pantofole, senza trucco, comoda. A casa mia faccio la doccia, mi depilo le sopracciglia, faccio i fatti miei. Cucino, cazzeggio, parlo al telefono e sproloquio. Cazzo ti vuoi stupire.

Nessun effetto sorpresa. Non ci siamo incontrati in qualche locale, con le luci giuste, io magari vestita in tiro, truccata con gusto, cocktail in mano e menate varie. Ci siamo incontrati in casa. Tutti e due in pantofole. Siamo partiti dal rovescio. In genere due persone si conoscono, si frequentano, poi magari decidono di vivere insieme. Invece qui è il contrario. Viviamo insieme, dividiamo la spesa per la carta igienica e il detersivo dei piatti, usiamo lo stesso cesso. E poi, guarda un po', scopro che tu mi piaci. E mi piaci davvero.

Così, semplicemente. Non sei un tossico, nè un pregiudicato. Non sei un violento. Non sei un ignorante. Non sei uno stronzo. Non sei più o meno alcolizzato di me. Non sei più o meno santo di me. Non sei un brutto mostro con le antenne e i tentacoli. Non sei Batman. Non sei un maiale di quelli che ti piazzano manacce ovunque, lingue dappertutto (questo è un fatto strano, gli uomini a un certo punto sembra che abbiano più lingue del normale e salivazioni tipiche di cani molossi). Non sei viziato. Non sei un fighetto. Non sei ossessionato dalla cura di te stesso (uomo zoccola), ma neppure trascurato o trasandato. Non sei un depresso. Non sei uno di quelli che ha avuto una donna che ti ha fatto soffrire, e per questo dovrai farla pagare a tutte le donne dell'umanità.

Non ostenti, non fingi, non vuoi predominare.

Forse è questo il lato positivo. Non so cosa sei, ma so esattamente cosa NON sei.

E' già un buon inizio, a**re mio.

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martedì, dicembre 16, 2008
Musicalmente in astinenza

E non ho la tastiera. Le casse del mio pc sono scoppiettanti (nel senso che non si capisce una mazza di quello che ascolti). E arieccomi con le cuffie. Sempre in cuffia. Tutta la mia vita in cuffia. Sono diventata bella che sorda, ma che ci posso fare se i sistemi di amplificazione e la tecnologia in generale mi sono nemici?

Ascolto da giorni solo "Givin'it up" Di Al Jarreau e George Benson. Non ascoltavo un discone del genere da anni. E rosico perchè vorrei cantare come Al Jarreau in questo video. Ci riuscirò, ah se ci riuscirò.

Mi hanno abbandonato anche gli anfibi. Roma è diventata Venezia, i miei mitici Cult resistono a tutto. Tranne le cerniere. Quelle si rompono. E vaffanculo com'è difficile trovare un calzolaio da ste parti. Uno mi ha chiesto ben 40 euro per riparare la cerniera. MA dico.... me li ricompro nuovi!

Altre modifiche da apportare al mio look:

Ci vogliono soldi. Molti soldi. Tanti, tanti soldi. E io li guadagnerò (gh gh gh... risata malefica), certo, e anche onestamente.

Devo diventare ricca. Assolutamente. Entro la fine del 2009. Per i seguenti motivi:

  1. Voglio comprare delle scarpe, un fondotinta, andare dal parrucchiere e comprare dei vestiti, senza per questo rinunciare al cibo per un mese.
  2. Voglio il copriletto muccato e il copridivano muccato. Li voglio troppo.
  3. Voglio comprare una tastiera, di quelle fighissime, e suonarla figamente.
  4. Voglio poter andare in un locale e dire, per una volta, QUESTO GIRO LO OFFRO IO.
  5. Voglio una Jacuzzi in ogni stanza della casa che comprerò, ovviamente un super attico con vista sul Cupolone, terrazza, vetrata per prendere il the, jacuzzi sul terrazzo tutta rinchiusa da vetri, per fare il bagno anche se fuori diluvia e godere del fatto che sono ricca
  6. Ricca
  7. Ricca
  8. Vergognosamente ricca.

Non voglio giocare nessuna schedina. Non darò il mio contributo al superpremio che qualcun altro si cuccherà. No. Diventerò ricca perchè così deve essere. Non sono nata per essere una poveraccia. Con tutto il rispetto. Ma sarebbe veramente un peccato se restassi poveraccia. Anzi. Mandatemi un sms da un euro, donate donate donate, che è Natale. Su.

 

Perle di studichegna offerte da: cervisia a 21:45 | link | commenti (4) |

lunedì, dicembre 15, 2008
Alla ricerca di un lavoro

Vai in un negozio dove fuori c'è scritto a caratteri cubitali "CERCASI PERSONALE".

Entri. Sei bella e hai la borsa piena di curriculA (notare quanto sono colta e latinista).

Una bertuccia agghindata a festa ti accoglie. Tu, tecnicamente, per lei sei solo una cliente. E già vorresti scappare. Non per qualcosa, ma lei è veramente brutta. Brutta assai. Brutta con tutto il cuore. Comunque procedi, dritta alla meta.

- Salve, ho letto il cartello... cercate personale?
BERTUCCIA - Si. Hai un curriculum?
- Sì, eccolo...
- MA.... NON C'E' LA FOTO!
- Ottima osservazione. Infatti non c'è.
- Senza la foto non li prendiamo nemmeno in considerazione... porta una foto.

Resti sgomenta. Ti chiedi, di grazia, con tutta la foto, com'è stata presa a lavorare questa cessa?

Forse il responsabile del personale, quel giorno non c'era. Forse era sbronzo. Forse avrà un curriculum esagerato, tipo otto lauree. Forse è lei la responsabile del personale.

La guardi e le prometti di portarle al più presto una foto, ma sai già che non ci tornerai mai più, perchè non hai la minima voglia di spendere pure 3 euro alla macchinetta per farti una merdosissima fototessera e distribuire la tua faccia in giro. Tu cerchi solo un lavoro. Se avessi scelto di fare la escort, allora forse la foto... beh.

Va bene. Ci vuole la bella presenza. Ma essere così belli per lavorare in un negozio di calze e mutande (sia pure frachising a livello nazionale), a cosa serve? E poi, diciamocela tutta, io se entro in un negozio e vedo una commessa più bella di me, in genere rosico e non compro niente. Hai voglia a dirmi che sto benissimo con quello che mi provo, col cavolo, proprio non ce la faccio. Mi immagino la commessona figa con lo stesso paio di calze addosso e SO che le stanno d'incanto. Io vado dalla commessa normale. Quella con un po' di ciccia. Quella che tuttalpiù ti confessa che la fantasia di calze che stai per comprare, in realtà esalteranno il tuo culo caprino e ti faranno sembrare le cosce degne della sagra della porchetta.

Insomma, ci vuole una foto.

E ora che sono cibernetica e di nuovo nel mondo di internet, volevo esprimere il mio giudizio su quel nuovo meraviglioso mezzo che i giovani hanno a disposizione per non uscire più di casa ed evitare definitivamente ogni tipo di contatto umano: FACEBOOK (che, per comodità del lettore, e per meglio esprimere i miei sentimenti d'amore nei riguardi del suddetto motore di scambio, chiamerò, da ora e per sempre, FACCIABOKKINO, col "k", che detesto, ma in questo caso ha senso).

Ci sono cascata anch'io. Me lo dicevano tutti.... ci sei su Facciabokkino? E io.... no, non ancora. Già sapevo che l'avrei detestato. Ma poi mi sono detta che prima di dare un giudizio su una cosa, avrei dovuto provarla.

E così mi sono avventurata nella registrazione. E' stato semplicissimo. E lui, il facciabokkino, mi ha pure consigliato tre o quattro persone da aggiungere nella lista di amici. E, cazzo, non ne conoscevo neanche una. Allora sono andata a colpo sicuro, ho inserito due o tre nomi e come per magia.... eccoli là.

Poi, da cosa nasce cosa, scopro che devo comunicare a tutti cosa sto facendo nel momento in cui lo sto facendo. CERVISIA che fa in questo momento?

Cervisia deve parlare in terza persona di sè stessa. Perchè? E poi, secondo il facciabokkino, cosa potrei fare di così incredibile? Sto davanti allo schermo del piccì e basta, niente di così esaltante. E tra l'altro, tutti gli utenti stanno facendo la stessa cosa. Cervisia pensa che facciabokkino sia terribile. E ancor di più, poi le sembra terribile il fatto che il facciabukkino si senta in dovere di comunicarle pure se gli amici degli amici cagano.

E mentre, sempre con stupore, CERVISIA in questo momento si rompe le palle, qualcuno, addirittura la invita a diventare FAN della PASTA ALLA CARBONARA.

QUELLI CHE AMANO LA PUNTA DEL CORNETTO ALGIDA. QUELLI CHE CAGANO LEGGENDO UN LIBRO. QUELLI CHE RUTTANO DOPO I TRE PASTI PRINCIPALI.

Ci sono dei fan di qualsiasi cosa animata e non.

CERVISIA IN QUESTO MOMENTO E' FAN DELLA TIPA DEL NEGOZIO CHE NON LA PRENDE A LAVORARE PERCHE' NON HA UNA FOTO SUL CURRICULUM.
CERVISIA parlerà per sempre in terza persona di sè stessa e CERVISIA ben presto diventerà stupida e lobotomizzata.

Cervisia in questo momento vi saluta e vi da appuntamento alla prossima meravigliosa puntata del "Cercalavoro". Chissà che non lo trovi col facciabukkino. E soprattutto, chissà se la tipa del negozio ha messo la sua foto sul facciabukkino e magari, qualcuno, le ha scritto in bacheca: SEI VERAMENTE UN CESSO (mostrandolo, per giustizia divina a tutti gli amici degli amici degli amici degli amici).

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domenica, dicembre 14, 2008
Adulta ed adultera

Si dice che si diventi adulti solo quando, prima di fare una cosa, ci pensi due volte. Ci si responsabilizza, si ragiona razionalmente, in modo maturo.

Sarà, ma io più vado avanti, più faccio le cose senza pensarci. Più cresco, più vado a istinto, più rapida, senza soffermarmi a capire se ciò che faccio è giusto o sbagliato. Lo faccio e poi sto a guardare.

Io non lo so se è meglio o peggio, non so ancora se sono savia oppure no. Non lo so se diventerò mai saggia. Non so davvero più niente. E' che mi sono abituata a vedere di tutto, non mi meraviglia quasi più nulla. Ed è anche vero che, in un multisala, sembravo una bambina di tre anni. Probabilmente perchè ancora non mi sono abituata ad avere così tanta scelta... così come non sono abituata a sedermi in un cinema così grande, sempre grande.

Cos'è "sempre", e cosa no.

Cos'è indeterminato? Peggio che determinato, forse. Perchè non sai quando potrà avere una fine. Magari dura tutta la vita, o questo ci si aspetta. Ma magari, no. Dura un giorno, un mese, pochissimo. Indeterminato, sì, ma fino alla fine. C'è sempre qualcuno che deciderà cosa è finito per te. Persino l'amore, persino un lavoro. Persino la tua nascita e la tua morte. Ma va bene lo stesso, o almeno lo accetti, questo è, che ci puoi fare.

Puoi prenderla con filosofia, o puoi prenderla per mano.

A volte puoi addirittura prenderla nel culo, mica no.

 

 

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sabato, dicembre 13, 2008
...poi lascerò andare.

E mi parte un po' il cervello, alle volte. Come chi comunque resta insoddisfatto, come se mancasse qualcosa a questa giovane vita, come se nulla fosse mai come lo vuoi tu. Come se la prima tacca sulla pistola ormai fosse stata segnata, come qualcosa che sta per andare e non tornerà mai.

Instabile, come chi non ha una certezza, incostante come chi è confuso, libera come l'acqua e chi credesse di avermi tra le mani mi avrebbe sicuramente già persa.

Schietta, come chi non ha peli sulla lingua, sincera, come chi non ha nulla da perdere.

Triste, come chi non ha più pazienza, e non vuole aspettare per sapere come andrà a finire, triste come solo chi è davvero solo può sentirsi. Sola, come chi è circondata da gente che non ti ha mai visto, che non ti conosce, che non capisce un tuo sguardo, triste come chi non sa rispondere a una domanda.

E felice, come chi finalmente è libero, come chi finalmente è nato, come chi ha di fronte mille strade a sua disposizione e tutto il tempo per percorrerle. Felice come chi non aspetta domani.

Tua e non tua.

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giovedì, dicembre 11, 2008
Vicini per questioni di cuore. Se così si può dire.

Ti dicono sempre che l'amore non bussa al campanello di casa. Che le occasioni non ti citofonano. Te le devi cercare. Ma sbagliano, sbagliano tutti.

Perchè magari scopri che la cosa migliore che ti potesse capitare... è proprio qui, vicina a te. In casa tua.

Migliore? E che ne so.

Ma cos'è meglio? Cosa è peggio?

Non avere paura, soffrire fa parte del gioco, lo tieni in conto dall'inizio, è come pagare la caparra della casa che ci ospita. E poi te ne dimentichi, vivi vivi vivi e farai i conti alla fine, di ciò che hai dato e di ciò che hai ricevuto. Ma ora è presto.

So solo che non era il luogo adatto, nè il momento. So che avrei potuto violentarmi e implodere, così semplicemente, piuttosto che rischiare. E poi hai fatto un passo. Ed io non sono riuscita più a negare che è di questo che ho bisogno, di un sorriso, di un affetto mai avuto, di un colpo di fulmine a scoppio ritardato, di una comunione di sensi e di voglie, di un soffio.

Di cosa ho bisogno.

Di cosa ho bisogno.

Affiora anche adesso il mio egoismo. Sarà la spina del tuo fianco, e ad un tratto non riesco più a capire se sono pronta ad innamorarmi ancora. Ma accade, o almeno credo, perchè non lo so più riconoscere l'amore. Non ne sento più il suono. L'ho rimosso, dimenticato, forse mai conosciuto.

E ci ritroviamo qui, sotto il diluvio universale, a ridere come bambini, a giocare. E due lacrime sigillano il nostro primo bacio, è l'emozione di chi non ci crede, è la rara bellezza di una dolce spontaneità, non vista nè udita, ma sentita, attraverso i pori ormai chiusi della mia pelle stanca. Sento che potrei morire di dolcezza. Sento che le mie labbra sbagliate tornano al loro posto per essere usate nel più dolce dei modi. Baciare.

Due lacrime ancora, e di dolcezza ci muoio. Parole tra i lampi, non c'è freddo in questa stanza, eppure ho i brividi. Come chiunque, anch'io ho paura di ciò che non conosco. E forse, tutto questo, io, non l'ho mai visto.

Di dolcezza, morirei. Per due lacrime di gioia, non dagli occhi, ma dal cuore. Non lo so se sono pronta. Non lo so, io non so niente. Mi sento piccola e ignorante. Mi sento strana, sì, è la parola giusta.

Dov'è finita la mia impavida temerarietà? Dov'è finita la mia tanto ostentata sicurezza? Ora sono come nuda, svestita da tutto ciò che di superfluo avevo addosso. Così, come mi vedi, senza trucco, senza muri. Accettami così. Vedimi.

Puoi odiarmi, Dio se puoi. Sarebbe più facile se tu mi odiassi. E invece mi ritrovo qui, a pensarti, con la faccia incredula come se uno sconosciuto mi avesse messo in mano un cestino di rose e fosse andato via.

E poi la scoperta del tuo corpo, lenta, pulita. Pulita. Sono sorpresa e tu mi ridi in faccia. Perchè nella vita, non tutti hanno tatto, io per prima. Dunque la mia sorpresa è lecita. Ormai rassegnata alla violenza di mani troppo avide di carne, resto di sasso difronte a tanta disarmante dolcezza. Ma sei vero oppure un sogno, qualunque cosa tu sia, ti prego, non svegliarmi dalla realtà, lasciami qui, sospesa e sorpresa.

Mentre per due lacrime di gioia, io muoio di dolcezza.

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mercoledì, dicembre 03, 2008
Maledetti tecnici dei pc

Prima di partire, dopo un'altro dei momenti di delirio del mio pc, ho deciso di portarlo dal tecnico. Ovviamente l'ha formattato dicendo che era pieno di virus, cosa abbastanza improbabile visto che non era connesso ad internet. Ma purtroppo la mia ignoranza in materia e la fiducia nei riguardi di questo tecnico "amico di famiglia", mi ha costretto a dargli carta bianca. Computer formattato. Ora il pc va inspiegabilmente lentissimo, come a scatti.

C'è una cosa che mi fa incazzare veramente tanto in tutto questo: il fatto che mi prendi per il culo approfittandoti della mia scarsa conoscenza dell'argomento, e che, in più, mi fai sentire tua "amica", dichiarando pure di avermi "scontato" l'intervento. Io mi sorprendo ancora di come sia possibile avere la faccia come il culo in questo modo così spudorato.

E allora mi chiedo se è giusto che le persone oneste e per bene, che non chiedono mai niente a nessuno e che si fidano di chi dichiara di saper fare il proprio mestiere, pagando profumatamente per avere un servizio, siano in realtà delle stupide, mentre invece i porci che si arricchiscono alle spalle della povera gente sino in realtà I NUOVI INTELLIGENTI.

E' l'amicizia di mezzo che mi irrita. Perchè siccome sono tua amica non ti potrò mai dire che sei un grandissimo cornuto. Perchè siccome sono tua amica tu mi convincerai che per il mio pc non c'è più nulla da fare e che sarò costretta a comprarne un altro (da te, ovviamente, con lo sconto che tu, grande amico di sta cippa di cazzo, mi farai).

E poi, la cosa assurda, se ne parli in giro, la prima cosa che ti dicono è che sei stata stupida a fidarti. Attenzione. TU sei stata stupida a fidarti. Non è LUI che è stato stronzo.

E quindi la normalità è che la gente tenti di fregarti, e la cosa anormale è che ci sia ancora qualcuno che si fidi del prossimo. Normale è che un tecnico di pc si prenda gioco di te e si intaschi i tuoi soldi. Anormale è che tu, povera inesperta, non te ne renda conto. Normale è che se lasci la borsetta un secondo poggiata su un tavolino di un bar, non la ritrovi più. Anormale è che tu lasci la borsetta poggiata per un attimo.

Dobbiamo vivere in paura, questo è. Come se non bastasse, come se non ce ne fosse già abbastanza, di paura. E ci si mette la società, da sopra, a giudicarti stupido se ti sei fatto giocare da uno stronzo. Perchè, oggi come oggi, è peggio essere stupidi che stronzi.

Che società orrenda.

Perle di studichegna offerte da: cervisia a 15:26 | link | commenti (1) |
computer

martedì, dicembre 02, 2008
Tutto bene a parte tutto

Ok. Mi sono rovinata due maglioni. Il perchè proprio non me lo spiego. Io ho solo fatto la lavatrice, come tutti nel mondo. Ho messo il detersivo, l'ammorbidente, capi scuri, 40 gradi, programma per capi sintetici misti..... ecco. Dovevo mettere il programma per la lana. Ma non era giusto ne confronti dei jeans, che comunque, erano in maggioranza. Ora ho due maglioncini per le barbie.

Stai arrivando?

Ora manchi solo tu.

Perchè io sono pronta, e ti cerco, ti cerco in ogni uomo, in un sorriso, in un abbraccio. Ti cerco e non ti vedo. Poichè non ci sei. Ma ti immagino, qui, al mio fianco, senza un volto.

Il mio ghiaccio si sta sciogliendo poco per volta. Torno ad avere sensazioni. Riesco di nuovo a sentire un brivido di paura, o ad emozionarmi per una canzone. Il torpore sta svanendo, ed ecco che rinasco, Araba Fenice, nuova donna. Esigente però. Selettiva. Nuova.

Some day he'll come along... the man I love... and he'll be big and strong..... the man I love... and when he comes my way, I'll do my best to make him stay.

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domenica, novembre 02, 2008
...con permesso?

E' il mio blog. Abbandonato e triste. Chiedo permesso per accedervi, come se fosse un estraneo.

Si cambia vita. Città. Lavoro.

Ed è meglio così, per certi versi.

Ora, anzicchè farmi sfruttare in un call-center, ho preferito bene di andare a lavorare in un negozio di abbigliamento, pure piùttosto elegante. Pieno di cessacchione convinte di essere gnocche imperiali. E devi assecondarle, dir loro che stanno benissimo, pure se portano la 50 e hanno voluto a tutti i costi provare una 42.

Una tipa mi ha fatto tirar fuori tutta la merce dal magazzino per poi comprare un coprispalla dimmerda.

Le donne sono veramente strane.

E lì che sclero con le responsabili, le piesantissime in adorazione dei proprietari. Devote al negozio come solo la clausura può prevedere. Ambiente di leccaculo (vabbè, ma esiste un ambiente che non lo sia?).

Ho cominciato un periodo di prova che sembra non avere mai fine, nessuno mi ha parlato ancora di soldi ma tutti mi dicono di essere fiduciosa. E io aspetto.

Nel frattempo mi barcameno tra i siti che affittano stanze a Roma, e mi imbatto nelle richieste più assurde, nei personaggi più folcloristici.

E mi va, la vita scorre. Ogni tanto mi ricordo che sono un'artista, e in un delirio di onnipotenza della mia autostima, mi sento sprecata a piegar magliette. Il beneamato pezzo di carta serve a pochino.

Intanto la goduria esagerata deriva dal fatto che sono a dieta e ho perso 8 kili, cosa che mi provoca brividi di pura libidine. Per il resto la cosa più divertente che ho fatto nell'ultimo mese è stata passarmi il silkepil.

Il Silkepìl. Strumento di tortura inventato da un uomo per le donne. Mi immagino il signor Silkepìl, che la sera prima di inventare l'epilatore è stato mollato dalla fidanzata e per vendicarsi ha progettato un delizioso aggeggio capace di tirarti UN PELO ALLA VOLTA quello che con una ceretta toglieresti nella metà del tempo e con la metà della sofferenza.

Mi chiedo se per il periodo natalizio posso proporre uno slogan dal negozio: SIGNORE, VENITE DA NOI CHE VI CONCIAMO PER LE FESTE.

Minchia quanto mi sta sul pene la mia responsabile. Una repressa con l'orologio biologico in fase di arresto, impaurita dal fatto che nessuno le ha chiesto la mano (intuisco il perchè), mentre lei secondo me avrebbe solo bisogno di prendersi tutto il terzo braccio.

Mi ha detto che il suo uomo è così pignolo ed esigente che le lascia in casa i post-it con i rimproveri, chèssò, vicino alla lavatrice se non ha steso i calzini, o sulla cucina se non è pulita. Comunicano così, come nella pubblicità dei cioccolatini. Io lascerei un bel post-it sul cuscino con su scritto "ah ah sì ancora sì sì".

Perle di studichegna offerte da: cervisia a 15:09 | link | commenti (3) |

giovedì, aprile 10, 2008
E dunque mi manca

Non mi sono levata dai coglioni (come qualcuno desidera con tanto accanimento).

E' che spesso la vita ti porta a fare cose che non vorresti mai fare, e poi ci sono cose che vuoi fare ma non puoi, e tutto diventa particolarmente strambo. Più o meno.

E' che non sempre sei permeato di ottimismo, che poi l'ottimismo è una scusa per vedere un bicchiere mezzo pieno anche quando non vedi neppure un bicchiere, e poi ti dicono che non sei pazzo se vedi bicchieri mezzi pieni dappertutto, a meno che non lavori in un ristorante, beh, allora sarebbe pure piuttosto normale.

Ma nemmeno vedere bicchieri pieni o vuoti ti può salvare.

Devi distinguere bene se vale o non vale la pena, ma non ci riesci praticamente mai, e ti butti con tutte le scarpe, in una nuova disciplina, in un nuovo amore, in cose nuove che poi sono vecchissime.

Trovo sfogo nella mia amata musica, ora più che mai, e riuscirò. Oh, se riuscirò.

Donne con la french manicure perfetta sembrano non avere problemi. Donne che si mangiano le unghie sembra che tutti i problemi ce li abbiano loro. E se qualcuno ti tende una mano, non stai mica a guardare se è curata o mangiucchiata, speri sempre di afferrarla e basta. Ma magari hanno messo su l'idratante e come niente scivoli via. Mani che afferrano, schiaffeggiano, tremano. Tutto un mondo di mani, che a sentire il punto di vista di Ben Harper possono fare grandissime cose, ma per quanto mi riguarda la frase "Vuoi una mano?" avrebbe più significato se si trasformasse in "Vuoi una testa?".

Provate voi a fare la french manicure al cervello e poi mi dite.

 

Perle di studichegna offerte da: cervisia a 12:53 | link | commenti (8) |

domenica, ottobre 28, 2007
...ma alla fine qualcuno sa che ore sono?

Cioè.

Sposto l'orologio un'ora indietro. Tipo, stanotte, dalle 4.00 ho spostato tutto alle 3.00. E quindi non sapevo se dovevo essere stanca oppure no. Che poi, il disastro, io lo faccio ogni sei mesi, con quest'ora illegale.

Perchè il mio primo tentativo di essere coordinata spaziotemporalmente, l'ho fatto spostando l'orologio dalle 4.00 alle 5.00, quindi per me erano le 5 e per tutto il resto del continente erano le 3. E allora sì che è un casino. Comunque.

Poi avrei qualcosina da dire pure sul tempo, inteso come clima, nuvoloso, pioggia, sole... il tempo. Ecco, ieri sera faceva caldo, però pioveva, e io come al solito ero vestita inadeguatamente. Perchè sabato scorso avevo il guibbotto di pelle e mi morivo di freddo, invece sto sabato avevo il piumottino impermeabile e sudavo come se fossi ad agosto? E la mamma si ostina a dirmi che quand'è così... devo vestirmi a cipolla.

Però la mamma non considera l'effetto lacrimogeno-lassativo della cipolla. Perchè quando ti vesti a strati..... fa cagare e fa piangere. Sì.

Vai in giro che fa caldo e dietro ti porti un fagotto di roba, giacchini attaccati sui fianchi, che ti fanno un culo da mongolfiera e sopra a mezze maniche, con la sciarpa e il cappello, che non sai più dove mettere tutti gli strati di sta cipolla benedettissima, e vai in giro come un essere mitologico, metà cipolla, metà uomo, metà vu cumprà con tutta la bancarella. Mah. Vai a capire con quale scopo inventano i capi di abbigliamento. Io farei due soli passaggi. Nudo- vestito. Bò. Quanto casino inutile.

Immagino sempre uno che va in giro vestito proprio da cipolla. Che puzza e fa piangere, e gli puzza pure il fiato, tutto questo solo perchè fa caldo o fa freddo o piove all'improvviso.

E quindi sono due ore avanti nel futuro e per colpa della cipolla non troverò mai marito. A voler essere ottimisti.

A voler essere pessimisti, invece, il mio matrimonio durerà un'ora in più.

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giovedì, ottobre 25, 2007
Essere immaturi significa essere perfetti?

Un motivetto tutt'altro che accattivante mi tortura il cervello. È di mia invenzione, ma è anche tremendamente stupido. Parapaponzi ponzi po paponzi parapaponzi ponzi pà. Mi chiedo se tutti canticchiano motivetti senza senso, e se si sentono intelligenti mentre lo fanno. Io parlo pure da sola, e siamo ad un principio di schizofrenia, giusto?

Mi hanno pure sottoposto al test Minnesota (quello che ti chiede se ti piacciono i fiori). Ogni tanto qualche domanda mi lasciava perplessa. Devi rispondere "vero" o "falso" a una grossa quantità di domande, solo che bisogna prestare molta attenzione nel leggerle, ste benedette domande, perchè nella foga di rispondere (e sottovalutandone l'importanza), ti ritrovi proiettato nel magico mondo dei test per la patente. Quel mondo dove un "di" o un "non" rappresentano un'enorme differenza nell'interpretazione. Che pure se non sei pazzo, alla fine ci diventi, e ti chiedono se è vero o è falso che tenti il suicidio 3 volte al mese o se vedi e senti cose che gli altri non vedono. Poi, in base alle risposte, ti dicono se sei pazzo o se sei idoneo al militare. Il più delle volte, sono idonei solo quelli che rispondono VERO alle domande sul suicidio. Tutti gli altri invece sono pazzi perchè amano i fiori. O sono omosessuali se vedono cose che gli altri non vedono. Boh, sto vaneggiando, non credo che il criterio di valutazione sia proprio questo, ma va bene lo stesso, io sono stata piuttosto sincera (tranne per il fatto che parlo spesso con un nano superdotato che in realtà vedo solo io, ma non sono pazza, giuro, lui è il mio amico, davvero, diglielo anche tu, su, diglielo, cantiamo quella canzone bellissima che fa parapaponziponzi pi, diglielo a quel fantasma vestito da pirata che ti porti dietro.... mi vuoi bene vero? Dai, dimmi che mi vuoi bene.... vaffanculo nano di merda, sei cattivo con me, stronzo, io ti ho sempre amato, io ti amo... no.. non fare così.... ti amo, lo giuro! Non sono pazza, non sono pazza, non sono pazza).

E poi c'è Bruce Willis, che mi tormenta con i suoi film. Ho visto "Storia di noi due", uno dei pochi film in cui lui non deve salvare il mondo e non è morto all'inizio (come il Sesto Senso), uno dei pochi film in cui lui è un uomo normale e non trucca cadaveri. In una sola scena gli si vede il culo, ma non ha niente di anormale. E mi è ripartito il trip di stuprarlo con affetto (e lo faccio, prima o poi, anche se dovessi rischiare l'arresto).

E' tutta una burla, davvero. Fatevelo dire dal nano.

Diglielo, dai, diglielo tu che non sono pazza.

SALVE. SONO IL NANO CHE VEDE SOLO CERVISIA. IN REALTA' È CERVISIA CHE NON ESISTE, E IO IL PAZZO CHE SE LA IMMAGINA. E NON SONO NEANCHE COSI' NANO, SE MI GUARDASTE IN ORIZZONTALE CAPIRESTE.

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venerdì, ottobre 12, 2007
La cura per l'infelicità è la felicità.... non prendiamoci per il culo

Panta rei...

Divento ventiseienne e tutto a un tratto mi rendo conto che dovrei fare un resoconto della mia vita. Ma non ne ho voglia, quindi lo farò l'anno prossimo. Nel frattempo mi sento abbastanza di buon umore e condisco gli attimi della mia vita con un po' di pepe. Non c'è niente di più bello.

Sono infastidita dal classico atteggiamento maschile. Non è la famosa frase "un uomo con tante donne è un rubacuori.. una donna con tanti uomini è una zoccola". No. È ancora meno. A me piace parlare del sesso senza tabù inutili, ma sono molto selettiva sui miei partner. Invece, il solo fatto che ne parli, mi rende già "bottana industriale" per qualcuno, che si sente autorizzato a credere di avere delle chance con me, solo perchè mi piace fare l'amore. Beh, non è affatto così. Non funziona così.

Io devo essere sedotta, ma ancora di più mi piace sedurre, con sguardi, allusioni, intelligenza, sarcasmo. E più parlo di sesso con qualcuno, meno probabilità ha quel qualcuno di far sesso con me. Forse dovrei specificare che i miei sono dei consigli pratici per far piacere ad una donna, consigli da tenere stretti e da mettere in pratica al momento giusto. Ma non con me. Con un'altra. Se mi piace qualcuno, sto ben attenta a non parargli del mio punto "G", altrimenti lui da solo, cosa scopre? (ok, con questo non voglio dire che parlo a tutti gli altri del mio punto G mentre l'unico a non conoscerlo è il malcapitato che decido di portarmi a letto... è solo un esempio, cazzo)

È un po' confuso sto pensiero.

Insomma, il succo è questo. Se parlo di sesso con naturalezza è solo perchè non c'è nulla di più naturale del sesso. Però, da qui ad essere ninfomane, c'è una gran bella differenza. Sarà perchè non ho molte amiche, e quelle poche sembrano scandalizzarsi quando ne parlo (povere puttansuore).

Beh, insomma, ieri mi è accaduta una cosa stupenda. Un uomo è riuscito a fare due ciak del suo orgasmo, bloccando il primo perchè non era andato come aveva previsto sul suo copione. Allora mi ha fermata e ha detto:
- No. Non ci siamo. Avevo specificato che doveva andare così.. così e così.. RIFACCIAMO!
E così abbiamo ripetuto l'ultima scena. Non riesco a smettere di ridere per questa cosa. Oltre ad apprezzare il grande controllo del suo corpo, ammiro anche la capacità di gestire mentalmente l'operazione "godiva".

Beh, ho parlato di sesso. E allora? Ho un uomo con cui farlo, no perditempo. Lavori in corso, chiuso agli estranei. Non mi concedo. Sono fedele al mio Tinto Brass.

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mercoledì, ottobre 03, 2007
Non sono dell'umore adatto

Stanca.

Stanca di tutto.

Temo che non reggerò ancora per molto tutta questa pressione psicologica. E mi sono rotta il cazzo dei buoni consigli, teneteveli per voi, risparmiate fiato. Se non parlo, non crediate di sapere per forza quello che penso, perchè non lo sapete. Mi sono rotta il cazzo della gente che sa dispensare consigli e non capisce che in realtà non sono proprio dell'umore adatto per riceverne. E non mi fate paranoie, che ci pensano già tutti quelli che mi sono intorno.

Vaffanculo all'amica che pretende di essere in assoluto la mia migliore amica e mi assilla e mi annoia con cose di cui non mi interessa un emerito cazzo (ma questo vale più o meno per tutte le mie amiche di sesso femminile, quelle poche rimaste, che starnazzano e rompono i coglioni con problemi che si creano da sole e poi pensano di poter risolvere i tuoi con mielose parole di fintissimo affetto). E poi alle spalle sono una puttana, ma quando mi incontrate fate gli occhioni buoni e mi riempite di complimenti. Invidiose della minchia. Sì. La minchia che, se vi venisse somministrata ad alte dosi, forse vi renderebbe meno acide.

Vaffanculo alla mia famiglia che, tramite il ricatto morale del "faremmo tutto per te", in realtà mi rende le cose ancora più difficili di quanto non lo siano. Ma fatevi i cazzi vostri, che avete il cervello rallentato.

Io da sola mi basto, e vivo bene, e riesco a gestire i miei tempi, le mie cose, i miei spazi.

Cazzo, a 26 anni me ne sento 50 e tutti mi trattano come se ne avessi 3.

Non mi sembra di chiedere troppo, se voglio stare da sola. Voglio stare da sola e non mi è possibile.

Purtroppo le mie condizioni di salute non mi consentono moltissima tregua, ma se continuano a stressarmi così, di sicuro peggioreranno. Se una persona sta male, non vuol'essere trattato da ammalato, cazzo. E' elementare. Uno fa di tutto per dimenticarsene e tutti stanno lì e ti guardano come se stessi per morire. E cercano soluzioni a un problema di cui non sanno nulla. Ma il vero problema è che io non sto affatto per morire, io sto bene fino a prova contraria. Non sto MALE fino a prova contraria. E per quattro cazzutissimi accertamenti vengo sbattuta di qua e di là per l'Italia, come se non avessi un cazzo di meglio da fare, e questo solo perchè se hai una merdosa infiammazione del midollo a Taranto, ti curano con l'aspirina.

E poi, se io non rompo i coglioni a nessuno e non parlo dei miei problemi con nessuno, ci sarà pure un motivo.

Smettetela di torturarmi come se non sapessi cosa fare, perchè io lo so benissimo. Mi sono fatta una ragione, cazzo. Stare sotto controllo non vuol dire stare per morire.

Non mi rompete le palle.

Per fortuna, seppure lontano, ho uno spiraglio di studichegna che si tiene in vita. Piccolo, sì. Ma c'è.

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venerdì, settembre 28, 2007
Partenze

È un periodo di partenze. Emigrazioni. Spostamenti.

Qualcuno lo giustificherebbe con una scusa tipo "Mercurio in trigono con Marte che incontra Plutone e scappa con Venere". Io più che altro la vedo come un malcontento generale. Peccato questo Sud, povero ma bello, peccato davvero. Peccato sì, ma anche Vaffanculo (Beppe, grazie).

Ho imparato a usare quel trucchetto dell'ALT per fare la è maiuscola con l'accento. Menomale che c'è ancora qualcuno che si accorge di questi dettagli. Solo che non garantisco di ricordarmene proprio SEMPRE SEMPRE SEMPRE.

Io parto e tu mi sorridi
come il vento stasera ha fatto posto alla luna
per ricordarci che è sempre un buon momento
quando sussistono insieme
forza di seme e suggestione di voglie

La distanza. E' un argomento che chissà in quanti avranno trattato. Ma resta un mistero. Distanza e tempo insieme, poi, sono devastanti. Occhio non vede e cuore non duole. Non sono fedele mai.... ora lo so (canta il buon Vasco). Speriamo ci regali una cura. Speriamo più in Battiato che in Vasco a sto punto. È (wow) incredibile il caso.

Ma si festeggia. Voglio ridere ed essere bella, per te, mio padrone. Voglio sorridere per tutto ciò che ho intorno, perchè tutto è un regalo. Voglio anche sudare per guadagnarmi ciò che è buono. Voglio vivere il più possibile, finchè il tatto mi permetterà di sentire i solchi tra le tue anche e le tue voglie. E poi voglio scordarmi il tuo corpo.

Buon viaggio a tutti.  

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sabato, settembre 22, 2007
Anche l'anima ha un pube

Ci ritroviamo sconvolti nei sensi, ubriachi di noi. Perduti nell'estasi della nostra disinibizione. E' un gioco continuo in cui sono schiava e poi padrona, e poi di nuovo schiava, e poi buffa. E tu sei bravissimo. E insieme non siamo niente, ma da soli siamo pazzi e siamo tutto. E' una strana situazione. Preferirei che stessi zitto, però. Zitto. Shhhh.

Tranne in quei momenti lì, in cui gradisco la tua pioggia di parole, per il resto un bel religioso silenzio.

Mi piaci perchè con me non c'entri un cazzo. Ma neanche un po'.

Mi piaci perchè non me lo rompi nemmeno, il cazzo. Ma c'è di buono che al momento giusto tu sai diventare un altro (perchè Mina ha sempre una canzone giusta per i miei momenti? Mi sta pure sul cazzo Mina a volte).

Mi perdo nella perfezione del tuo corpo, nella proporzione perfetta, mi travolgi totalmente, è una sfida. Io divento matta, e poi ad un tratto siamo nudi. Siamo sempre stati nudi, dalla prima stretta di mano.

- Piacere, Cervisia (nudo nudo nudo)
- Piacere mio (nuda nuda nuda)

Ogni tanto mostri segni di interesse, una telefonata, un sms. Ma non troppi, dio ce ne scampi e liberi, finalmente un uomo che bada al sodo e non mi chiede cos'ho fatto la sera prima, perchè non c'ero, perchè c'ero, dove vai, cosa fai. Ah, che sollievo non dover dare spiegazioni futili.

Ma non c'è forma d'inganno, anzi. E' tutto trasparente, alla luce del sole, che ci bacia perchè siamo belli. Un sollievo, davvero. Sei bello e mi rilassi, grazie infinite. Un po' ti amo, e non scherzo. A modo mio però.

Novità: ho un maniaco tutto mio che mi chiama di notte con tanto di sottofondo gnic gnic gnic spugnettante. Ma è ridicolo, davvero. E' un maniaco che non sa fare il maniaco. Ci prova. Con la voce tutta rauca. Me lo immagino alla Fantozzi, con la testa nella pentola. Solo che non ci sa proprio fare.

Esempio:

Squillo anonimo (ovviamente, sennò che maniaco sarebbe).
- Pronto?
- gnic gnic gnic aaahh aaaah aaahh CI PIUACIUE GROOUU SCCHH gnic gnic gnic
- Come, scusa?
- gnic gnic gnic.... GRUUOOOUU SCIIIII PIASCIIUUEEE NEGHHHAA ROOOOUUU AAAAHHHHH
- Scusa, puoi ripetere? Non sono molto ricettiva alle 2.30 la notte.
- TI PIACE NEGRO?
- ahahahah!

Chiudo. Richiama. Non si rassegna.

- Pronto??
- gnic gnic gnic aaahhh ahhh PRONTOO?
- (io zitta)
- EEHHII? (gnic gnic gnic gnic)
- Senti, lo so che è difficile masturbarsi e tenere il telefono con l'altra mano, ma se tieni il vivavoce io non ti sento. Stai spendendo soldi inutili.
- PRONTOO? GROOUU AAAHHH SSTT OOOOOHH SSHHH FFRRR (gnic gnic gnic gnic)
- Come?
- GROOUU FRUUUU AAAAHH SCT BLAAA BLAA... (gnic gnic gnic)
- Non ho capito..... avvicinati un po' alla cornetta cazzo!
- GGGEEEEHHHH FAAAAHHH UUUUH (gnic gnic gnic)
- OOOh che palle! Non ho capito....... puoi fare lo spelling?
- (ormai spazientito) MA SE DICI CHE NON CAPISCI, PERCHE' MI RISPONDI ALLORA?!??!
- Ebbè... devo pur capire chi sei no?
- PROVA A TOCCARTII DAI.....
- Ma dai... non dire cazzate... comunque guarda, visto che più parli e più mi ricarichi.... fai pure chissenefrega!

Un maniaco coglione. Ma si può?

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sabato, settembre 15, 2007
Senza filo

Mi ricordo che un tempo, nemmeno troppo lontano, per fare una telefonata bisognava sedersi per bene, fare un numero alla volta con un telefono a disco e stare seduti lì a parlare con una persona.

Seduto, perchè il telefono aveva un meraviglioso filo da torturare. Cioè, potevi anche stare in piedi, ma non potevi andare di sicuro troppo lontano.

Adesso, invece, con il cordless, il cellulare, mentre parli puoi farti lunghe passeggiate. Puoi sentire le persone IN QUALSIASI MOMENTO.

E questo è bene, da una parte. Ma dall'altra mica tanto. Perchè il lato negativo della cosa è che ormai è così facile che ci perdi il gusto, a compiere alcuni gesti.

E poi a un certo punto, puoi essere rintracciato in qualsiasi momento. Anzi, per me che sono ancora così arretrata, diventa difficile SPEGNERE IL TELEFONO. Mi sembra un atto di presunzione. E' come se dicessi

IO NON VOGLIO ESSERE REPERITA

E magari è pure vero.

Però.

Però.

Si scatenano reazioni contrastanti.

Perchè non vuoi essere reperita? E' successo qualcosa? Ieri avevi il telefono spento. Ti ho fatto qualcosa? Sono la mamma, perchè avevi il telefono spento? Sono una persona che non senti da una vita, ti ho chiamato giusto ieri, non ci sentivamo dal '99, proprio ieri ho provato a chiamarti e guardacaso il telefono era spento.... perchè? E' successo qualcosa? Ieri ti ho contattato su MSN ma non eri in linea, non hai acceso il computer? Hai letto la mia mail? Ti ho mandato un sms, per caso non avevi credito? E' successo qualcosa? Ce l'hai con me?

Ce l'hai con me?

Dietro ognuna di queste domande c'è una sola VERA domanda: CE L'HAI CON ME?

E tu lì, a dare spiegazioni, no, scusa, stavo cagando, mangiando, ridendo per... eccetera eccetera.

No. Cazzo. Può sembrare strano, ma io non ce l'ho con nessuno. E' che semplicemente mi piace stare comoda e pensare alle persone a cui voglio bene. E' che ogni volta che squilla il cellulare, qualsiasi cosa io stia facendo, mangiare, cucinare, scrivere, cagare, la doccia, lavarmi i denti, parlare con una persona per strada, parlare con i VIVI, giocare con i bambini, ridere per una battuta, cantare "Dream a little dream", pensare ad un uomo, pensare a un'altra cosa.....

..se squilla il cellulare io smetto repentinamente di fare quello che stavo facendo e cerco una sigaretta in giro, come se parlare al telefono adesso sia un motivo di ansia.

E vogliamo parlare di MSN? Diolobenedica? Appena ti colleghi, trilli, suoni, fischi, bing bong, ehi, tu, ci sei? Ciao! Oh! ma ci sei? driiiin trillo trillo, bling blong... e tu lì a bloccare, sbloccare, magari vuoi solo leggere la posta o salutare UNA PERSONA e drin blong ciao ci sei dove sei da quanto tempo ehi..... ok ho capito, sei impegnata, scusa, alla prossima, ma ci sei? ok, non ci sei, ho capito, è successo qualcosa? ti voglio bene, dai, risp. da quanto tempo, driiin bliiing, w la figa, domani concerto dei VAFFAMMOCCAMAMT, ti volevo avvisare, drinn.

CE L'HAI CON ME?

O le persone hanno manie di persecuzione, o le manie di perseguitare gli altri.

Io non ce l'ho con nessuno. Giuro. E se ce l'ho con qualcuno mi siedo in poltrona, prendo il telefono con il filo, e gliene canto quattro. O al limite prendo appuntamento per cantargliene quattro di persona, che c'è pure più gusto a vedere la faccia.

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martedì, settembre 11, 2007
Qui JOGURT fresco

A volte ti capitano cose nella vita, che non sai ben gustificare, nè a te stessa nè agli altri.

Ad esempio ieri pomeriggio, mentre guidavo, il mio sedile si è letteralmente ABBATTUTO. Orizzontale. SBAM.

Ovviamente mi sono dovuta fermare, perchè guidare senza spalliera è assolutamente impossibile.

Mia madre era seduta accanto a me, e le è sembrata in assoluto la cosa più allucinante del mondo. Voglio dire, se fori una gomma, puoi prendertela con la sfiga, con tutto, ma una spiegazione razionale per giustificare l'accaduto, bene o male, puoi trovarla. Ma se ti si reclina di botto il sedile, e ti accorgi che si è addirittura DISSALDATO, allora no. Come lo giustifichi?

  1. Mamma, mi si è rotto il sedile perchè sono ingrassata. Forse è il caso che prenda la patente per guidare i TIR.
  2. Mamma, mi si è rotto il sedile perchè guidando per le strade piene di buche, mi sembrava di essere su una giostra e ho provato ad alzarmi in piedi per provare un'emozione nuova.
  3. Mamma, mi si è rotto il sedile perchè da quando non ho più casa libera sono tornata ad avere focosissimi amplessi in macchina. In effetti avevo sentito uno strano cigolio durante la posizione della marmotta perversa, ma pensavo fosse un verso di approvazione del mio partner.
  4. Mamma, quanto costa cambiare il sedile?

E così ci siamo fermate alla prima stazione di servizio, in uno dei peggiori quartieri di Taranto, in attesa che venisse mio padre a prenderci o comunque con qualche buona idea che solo un UOMO può avere in questi casi appartenenti alla categoria "donne e motori".

Per ingannare il tempo, io e la mia mamma decidiamo di entrare nel bar a farci un caffè. Benissimo. Appena entriamo nel bar ci rendiamo conto, tra la puzza di birra e di sudore, di essere le uniche donne lì dentro, a parte la barista e la cassiera (mamma e figlia), che in due non raggiungevano la somma necessaria di denti che basterebbe ad un pensionato per masticare le stelline in brodo.

Mi viene un attacco di ridarella, mentre mia madre mi tirava delle gomitate per intimarmi il silenzio. Aveva paura che ci facessimo notare.

Mamma, come potrebbero notare due donne da sole (per giunta piuttosto piacenti, stando alla media delle donne presenti nel giro di 5 km)? Mamma, come potrebbero notare due donne in una macchina alla quale si è ABBATTUTO IL SEDILE DEL GUIDATORE per diosolosa quale motivo?

Ma ad un certo punto leggo un cartello, in alto, sopra la barista col sorriso da codice a barre:

QUI JOGURT FRESCO

E' fatta. Non riesco a non ridere. E neppure mia madre ormai si astiene dal non trovare il lato comico della situazione. Ghigna. Beviamo un caffè e usciamo.

La mia curiosità mi avrebbe spinto a chiedere un assaggio del prezioso JOGURT alla sdentowoman. Signora mia, muoio dalla voglia di assaggiare il vostro GIOGURT. Dev'essere fantastico, non ho mai mangiato dello GIOGURT FRESCO.

Arriva mio padre. Lui invece si astiene dal chiedermi come sia stato possibile rompere il sedile in quel modo.

Sarà stato giovane anche lui.

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venerdì, settembre 07, 2007
La coda del secondo giorno

Compro uno shampoo che mi promette una cosa bellissima. Dice esplicitamente che i miei capelli saranno COME APPENA LAVATI pure il secondo giorno! E che non sarò più costretta a farmi la coda! E che saranno sciolti e lucenti e fluenti e fiorenti COME APPENA LAVATI! Anche il secondo giorno! EVVIVA!

Infatti il trucco sapete qual'è? Che il secondo giorno te li devi lavare di nuovo perchè ti ritrovi i capelli una pizza. Grazie al cazzo che i capelli sono COME APPENA LAVATI. Grazie al cazzo che non dovrai rifarti la coda. Grazie al cazzo che sono puliti come il primo giorno.

E' che le donne cercano conforto nella cosmesi, perchè la cosmesi MANTIENE LE PROMESSE e gli uomini no. Ma, come si fa con gli uomini, i cosmetici si possono sempre cambiare. E se il tuo parrucchiere è semplicemente un figo pauroso, tu vai lì a farti tagliare i capelli con l'idea ben precisa di come li vuoi. Però poi ti siedi, lui ti friziona una lozione nonsoccosa e ti guarda dallo specchio, con gli occhioni arrapati (ma tanto lo sai che fa così con tutte le clienti), e ti dice che sei bellissima. E il tuo taglio scalato da brava ragazza va a a farsi benedire. Volevi una spuntatina al ciuffo e ti ritrovi le meches bionde. Volevi accorciarli di qualche centimetro e ti ritrovi un taglio all'ultimo grido. Sì, l'ultimo grido lo cacci tu appena il megafigo con le forbici ti toglie la mantellina e ti guardi nello specchio. Quintali e quintali di criniera sprecati, anni e anni per farli crescere.

Ogni volta che sono andata da un parrucchiere sono uscita scontenta dei miei capelli. Credo che succeda a tutte le donne. Tranne a quelle che vanno una volta alla settimana a farsi piastrare la frangetta, e che dio le benedica, non ne avrebbero bisogno. Cazzo ci vuole a piastrarsi la frangetta in casa. Ma no, vai a fartela piastrare dal megafigo che ti dice che SEI BELLISSIMA (ma tanto lo sai che lo dice a tutte).

Siamo in continua ricerca di approvazione. Questo è.

E buttiamo i soldi anche noi, come fanno gli uomini con le puttane, paghiamo per sentirci dire che siamo belle, paghiamo per sentircelo dire da tutti. Ma la prostituzione dell'autostima, Merlin, non l'aveva tenuta in considerazione.

Certo. Era una donna.

 

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martedì, settembre 04, 2007
Nostalgia Studica

...perchè questo blog deve morire?

Per colpa di una serie di stronzate che mi hanno tolto per un attimo l'indole studichegnosa.

E invece, a sorpresa, mi compiaccio proprio di non averla persa affatto.

Perchè tanti quintali di merda che sono ricaduti sulla mia testa bacata, mica sono bastati. No.

E se mi accorgo di non perdere la mia insaziabile voglia di prendere tutto con il sorriso, allora è fatta. La studichegna non è morta. E nemmeno io sono morta. E nemmeno il blog è morto. Nessuno è morto. Certo, spero che cada l'uccello di qualche uomo, così, all'improvviso. Ma non credo di desiderare la morte di niente e di nessuno.

Del mio sorriso, certo, la morte è lontana.

E vaffanculo a chi crede di sapere tutto, di tutto e di me. Perchè non è vero un cazzo, non lo so nemmeno io. Io non so perchè la merda capita sotto le scarpe, e non so nemmeno come si faccia a ritrovarsela in testa. Il fatto è che ci sono tanti animali che cagano, c'è chi lo fa per terra e chi al volo. Ecco qual'è la differenza.

Ma quando a un certo punto della vita ti fanno notare che la vita è breve, allora no, cazzo. Due possibilità: spararsi un colpo in faccia o stare a vedere.

E siccome non ho per niente voglia di spararmi un colpo in faccia (ma solo perchè nei miei macabri sogni morti, gradirei essere integra e ben truccata), allora starò a vedere. Con il sorriso, perchè ce l'ho e non posso mica buttarlo via. Che ci posso fare.

Gente allegra, Dio l'aiuta...... ogni passo una caduta (nasce allegro e muore cornut'......azzo, conviene stare seri)

 

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venerdì, giugno 01, 2007
Cambioposto

Sento che questo blog ormai è contaminato, sì. Da una nuova me stessa che in 3 anni di scrittura è cambiata, e sta ancora cambiando. Così mi trasferisco in uno spazio nuovo, pulito.

E ricomincio.

Adesso sono QUI. Ovviamente più stupida che mai.

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venerdì, febbraio 23, 2007
Tuoni

Poi, come nelle migliori favole, l'idillio si consuma.

E come nelle peggiori favole, così, inaspettatamente, sfocia in violenza.

Divento matta prima io, però. Il gioco non mi è piaciuto, offendi la mia intelligenza, dico, e tu non reggi. Non sei in te. E non mi riesco ancora a spiegare come, ma divento un uomo e decido di picchiarti. Ma tu sei un uomo e a picchiare sei più bravo.

Con quale presunzione ho potuto pensare di riuscire a distoglierti dalle tue intenzioni? Con quale violenza mi sono scagliata contro di te? Come ho potuto scegliere di comportarmi così? E tu, come hai potuto, vigliacco, colpirmi così forte? Poi la colpa è mia, io ti ho aggredito, e tu, poverino, HAI DOVUTO DIFENDERTI.

Sai una cosa? Vaffanculo baby, sei un bastardo. Perchè a volte la violenza deriva dal troppo amore, ma tu sei troppo bestia per pensare che qualcuno possa volerti bene. Tu e le tue tossiche esigenze, siete ciechi. Hai fatto una scelta, quella meno giusta. Ma è la tua maledettissima scelta e nemmeno l'amore, quello che tu implori ogni volta, quello di cui solo una parte di te ha bisogno sfrenato, riesce a fermarti. Mi dispiace, mio cielo.

Mi dispiace.

I lividi sono dentro, non soltanto fuori. Addio mia perfezione, non puoi avere bisogno di me. Ed io non ho bisogno di questo. Capita, quando ami a metà. Capita. E' amaro, come il sapore di una sconfitta. Ma sei una battaglia persa in partenza.

Addio amore violento, disperato, drogato, irrequieto, sfrenato, profondo. Questo è il prezzo da pagare quando non ci si accontenta. Addio mia prigione. Addio, questa è veramente la fine.

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martedì, febbraio 20, 2007
Dedicato a te

Mai canzone fu più indicata. Perchè c'è sempre qualcuno che ha già detto qualcosa nel migliore dei modi, e ha fatto centro.

Forse Mina ha conosciuto te.

Bugiardo E Incosciente
Tu dormi e io sono qui
da quando non lo so,
so che affondo così
dentro l'odio che ho.
A tratti sentirei
di svegliarti ma poi
ci penso e dico no,
ora è meglio di no.
Ti guardo mentre sei
abbandonato lì,
odio tutto di te
ormai è così
e te lo griderò
e tu saprai il perché
non c'è niente fin qui
che salverei di te.
Certo visto così
da vicino
c'è il sonno che ti da
un'aria da bambino,
certo visto così
da vicino vicino
che bambino che sei.
Guardo gli occhi che hai
e le ciglia che hai
le ciglia lunghe in cui
imprigionavi me.
Bugiardo più che mai,
più incosciente che mai,
che tristezza però
un amore con te.
E ti odio di più
perché alle altre tu
tu non hai dato mai
i giorni tristi e bui.
Quelle certo che no,
non correvano qui
a consolare te,
ma io stupida sì.
E a vederti così
da vicino vicino
c'è il sonno che ti dà
un'aria da bambino
e a vederti così
da vicino vicino,
c'è il sonno che ti dà
un'aria da bambino.
Io ti odio e fra un pò
quando ti sveglierai
basta,
non tacerò
tanto è inutile ormai
e sceglierò per te
quelle parole che
fanno male di più
vanno in fondo di più.
Me ne vado, dirò,
ma un rimpianto ce l'ho
avere amato te
senza un vero perché,
non so cosa darei
per non dovere mai
pensare che son stata insieme a te.
E a vederti così
da vicino
c'è il sonno che ti dà
un'aria da bambino
e a vederti così
da vicino vicino
che bambino che sei.
Ti muovi e so già che
un sospiro farai,
la testa girerai
i pugni allargherai
e tra un secondo tu
la bocca schiuderai
e quasi sveglio poi
il mio nome dirai.
Ecco guarda son qui
mi chino su di te
ma questa volta no,
non cederò perché
è quasi dolce sai
poter gridare che
nessuno al mondo mai
ti odierà più di me,
sto per farlo però
ti svegli e al tuo richiamo
rispondo sono qui
amore mio ti amo
sto per farlo però
ti svegli e al tuo richiamo
rispondo sono qui
amore mio ti amo

Perle di studichegna offerte da: cervisia a 15:38 | link | commenti (6) |

lunedì, febbraio 19, 2007
Tieni duro. ...non è un consiglio, ma una speranza.

Ci sei di nuovo.

E sono da te, sembri migliorato, ma chi si fida di te? Incostante, eppure sincero, non mi bevo le tue storie quindi non puoi mentire ancora.

Ti voglio bene, sì. Lo penso sul serio, lo dico davvero, ma non ti amo. Ci sono delle cose di te che non sopporto, e anche tu non mi reggi per niente. Vicini si sta bene, ma per poco. Lontani si sta male, ci si manca, ci si odia, ci si bestemmia a vicenda.

Ti amo, sì. Lo penso sul serio, lo dico davvero, ma non ti capisco. E ciò che non capisco, mi fa sempre paura. Ti affronto, ma non ti temo. Ti temo, ma non te lo dimostro.

Ti odio, sì. Lo penso sul serio, lo dico davvero, ma non riesco a cancellarti. Ci pensi già da solo, se cadi non ti rialzi, precipiti. Ti fermi. Insegni e non impari. Non impari mai, neanche stavolta, lo sento.

Ma con prepotenza, a volte, mi trascini a te, e il mondo sembra non esistere, diventi tarlo per la mia mente analitica, diventi fonte per le mie ricerche, diventi parola ricercata e sopraffina, diventi dialettica perfetta e goduria per le mie orecchie letterate. Diventi piacere per i miei occhi assetati di bellezza. Diventi, quindi ti trasformi, sempre, ancora, e ti desidero. Ti desidero in modo ossessivo, ti desidero con la mia mente impazzita, fai leva sulla mia incoscienza, sei quel cazzo di cielo variabile eppure infinito.

Nessuno mi aveva paragonato ad una piccola luce, ed io ti amo.

E sarei stata sorriso per te, come una promessa fatta subito e poi scordata. Ma ora ricordi o finalmente te ne accorgi? Ritorni o vai ancora via? Senza criterio, senza scusanti, sei ancora una sorgente di idee, sei una forma d'arte incompresa.

Ti voglio, sì. Lo penso sul serio, lo dico davvero, ma non riesco ad averti. Perchè non sei come voglio e non ti cambio per niente. Perchè non saresti tu. Oppure si.

Impazzisco con te. Solo con te. Solo per te.

E ti lascio dormire, invaso dall'oppio chimico, necessario per calmare i tuoi sensi e per annebbiare la tua mente, che da sola, invece, funzionerebbe a meraviglia. Ti osservo dormire e ti accarezzo, perchè sei veramente te stesso quando dormi. Indifeso e bisognoso di me. Mi stringi forte ed io potrei morire di tenerezza, liquefarmi e pioverti dentro, sottoforma di lacrime.

Ti sei commosso stasera, ti sei commosso per me. Per un sorriso pensato da un posto lontano, che portava un raggio di speranza attraverso le sbarre d'odio. Vorrei sfoggiarti come il mio più bel gioiello, ma splendi così tanto che è meglio tenerti in cassaforte, dove nessuno può ammirarti e inorgoglirti, dove nessuno può vederti e deviarti. Se anche dovessi andare via, è bello poter sapere che per attimi, pochi, sei stato mio.

Sei la grande incognita della mia vita, sei la mia grande sconfitta e la mia più piccola vittoria.

Ti tengo stretto, amore, finquando la magia non si romperà di nuovo e senza trattenerti mai, ti lascerò andare.

Perle di studichegna offerte da: cervisia a 01:39 | link | commenti (4) |

venerdì, febbraio 16, 2007
Ragazza investita da un palloncino a forma di cuore, muore d'amore.

No, non è una cosa possibile.

Era il mitico giorno dedicato agli innamorati e Cervisia camminava tranquilla per la strada, quando a un certo punto un uomo esce da un negozio di gadgets con un enorme cuore rosa in mano. Ma quando dico enorme, intendo proprio enorme. Tanto da non vedere proprio la povera Cervisia e travolgerla.

Pensieri cinici che vengono in mente a Cervisia, nell'ordine:

  1. Vorrei prendere l'abitudine di camminare con uno spillone tra le dita.
  2. Se mi regalassero una sbobba del genere direi "Caro, grazie del pensiero, ma tienilo tu, perchè tenere questo suppellettile nella mia stanza sarebbe come mettere il cesso accanto al divano del salotto".
  3. Oppure "Amore, se spendevi la stessa somma per una scorta di preservativi, era molto meglio. Poi se proprio vuoi giocare con i palloncini ne gonfiamo un paio."
  4. La destinataria sicuramente gli avrà regalato un orso di peluche di dimensioni uguali o superiori all'orso bruno con su scritto "dammi il tuo cuore", e lui ha pensato di farle piacere. Peccato che non sa che nel tempo, a gonfiarsi, non sarà il cuore ma il fegato.
  5. E lei non sa che nel tempo lui tenderà ad assomigliare sempre di più all'orso bruno.

L'uomo col cuore guarda Cervisia con un'espressione di vergogna. Non si capiva se si vergognasse di più per averla presa in pieno o per il ridicolo oggetto che aveva tra le mani. Cervisia sdrammatizza con un sorriso e lo guarda come si guarderebbe un povero pazzo.

E se fosse stato un segno del destino? Investita da un cuore rosa gigante, il giorno di San Valentino. Proverbiale. Quasi mistico.
Praticamente una tragedia.

Io voglio un uomo che il giorno di San Valentino si rasi la peluria dell'inguine a forma di cuore.
Voglio un uomo che a San Valentino abbia da lavorare.
Voglio un uomo che festeggi San Valentino il giorno della festa della donna, così almeno, anzicchè farmi starnutire tutto il giorno con quelle mimose del cazzo, mi fa affogare nei baci perugina.

Effettivamente ieri, di gente in giro, ce n'era poca. Tutti a cavalcare, e io, single, ero ad una festa su una barca. Per poter dire che San Valentino fa acqua da tutte le parti. La cosa assurda è che abbiamo mangiato panettone e passato la serata a scambiarci un quaderno e una penna, scrivendo frasi sconnesse, poco valentiniane ma di sicura importanza per gli scenziati che negli anni a venire cercheranno di analizzare la nostra psiche. Riporto fedelmente:

- Mi faccio "a panettone"
- Mah...se è bono... perchè no?!
- Ma "panettone" è amico tuo?
- Il mio (panettone) è off-limits!! Ma gli altri...
- Mi sa più di pandoro, ti dirò...
- Beh.....sono passati 12 anni, ma non ha perso il flava, solo i canditi...
- Vabbè, tanto i canditi non piacciono a nessuno.
- Mi piace andare controcorrente..
- Quindi..... fulminata?!?!
- Folgorata più che altro!!!!!!
- FOLGORATA DAL CANDITO!!!
- Can dite... can dito.... ....................... garantito!
- Evviva, il candito è garantito.... ma .... l'uva... passa?
- Eh passa e spassa sott'a stù balcone ma tu sì guaglione...
- Figaro qua... figaro là...
- FigA Ro Qua.... FIGO RO LA'!
- Figo? .....dove?!?!? DOVEEEE!!!!.... allora ci vediamo là!!
- Allora almeno all'alba..... o hai una torcia?
- Ma se sei folgorata..... vai avanti e fai luce!
- Vivo di luce propria, e faccio una gran luce, sorella!
- E dopo questa "illuminante rivelazione", sfatiamo il mito del panettone!!.... però anch'io sono "brilla".
- Beh sì... ho visto che stai schizzando alla velicità "della luce"!!!!!

Cosa si evince?

Che una single come me, a san Valentino, si è ubriacata come un tedesco all'October Fest.

(special thank's to Pattee & Dada per il botta e risposta)
(ringrazio anche chi mi darà solo la botta senza la risposta)

......love is in the air....

Perle di studichegna offerte da: cervisia a 03:37 | link | commenti (3) |

martedì, febbraio 06, 2007
Ci sei o ci fai?

Mettiamo il caso che conosci una persona e, poteri del messenger, ci parli un po'.
Mettiamo il caso che questa persona sia pure un intellettuale, o dia almeno questa impressione.
Mettiamo il caso che vi stiate parlando e che lui ti mostri una foto, poteri del messenger, la foto è piccolina (credo che il termine tecnico sia "avatar").
Mettiamo che tu, osservandola, gli chieda:
- Chi è quella? Tua madre? Bella donna!
Mettiamo che lui risponda:
- No. E' Roman Polanski.

La domanda è: quante possibilità avrai di recuperare la immane figura di merda e di sembrare ancora un essere pensante?

Il dottore dice che sono stressata. Io rispondo che lo stress è la malattia dei ricchi. Quindi non posso essere stressata. Se me ne convinco, è possibile che mi passi.

 La fantasia è come l'alzheimer: galoppante.

Continuano le mie crociate contro gli utenti anonimi ignoranti pusillanimi bestie che vengono a deturpare la natura di questo blog. E' come buttare le carte per terra e trovarsi a due centimetri dal cassonetto.

La gente non conosce umiltà.

Perle di studichegna offerte da: cervisia a 16:02 | link | commenti (13) |

martedì, gennaio 23, 2007
C'è chi nella vita si è fatto una posizione, ma chi ne ha fatte tante se l'è spassata il doppio.

Datemi una emme.
EMME!
Datemi una pi.
PI!
Datemi una effe.
EFFE!
Datemi una gi.
GI!
Datemi un Valium.

Com'è difficile comprare un lettore emmepitre al giorno d'oggi. Ho prima consultato tutti i volantini di offerte che hanno invaso la mia cassetta delle lettere fino a individuare il pezzo interessante. Poi sono andata a controllare le caratteristiche tecniche su internet. Poi ho scoperto che pure leggendo le caratteristiche tecniche non ci capivo un cazzo. Così ho disdegnato il volantino e ho sputato merda sulle offerte, convincendomi che i pezzi erano limitati, che quasi sicuramente non l'avrei trovato più e che di certo avrei potuto comprare qualcosa di migliore in altri negozi dove forse mi avrebbero offerto più scelta. Poi sono uscita per negozi e ho visto prezzi da infarto per affarini piccoli come un pacchetto di gomme.

E in più i cosini erano accompagnati da intere pagine di caratteristiche tecniche, funzioni che nemmeno avrei RICHIESTO ad un cosino così piccolo.

Non è giusto che un aggeggio grande quanto il mio accendino possa fare delle cose incredibili. Cioè, è bello ma non è giusto. Perché dovrei desiderare un telefonino che faccia le foto piccole e brutte, ma soprattutto, perché dovrei fare foto grandi e meravigliose con un telefonino? Voglio ascoltare la musica con un cosetto che pesi meno del mio walkman, e che non abbia la paranoia di far saltare il cd ad ogni passo. Ma non voglio un cosino che oltre a questa funzione, mi faccia pure il caffè, mi permetta di vedere VIDEO… ma tu ti immagini se stai sull’autobus e a un certo munto ti metti a fissare l’accendino? Ma soprattutto a cosa cazzo mi serve vedere un video dove le persone sono grosse quanto formiche? Mi ci vedo ROCKY HORROR PICTURE SHOW e i sottotitoli li legge tua madre. Mi ci vedo “Passion” di Mel Gibson.
Mi ci vedo.

Ho presente la favola della volpe e l’uva al momento.

Credo di essere la volpe che non può permettersi di prendere l’uva perché ha bisogno di una scala e possiede solo 10 mucche da barattare con il negoziante (Esopo se non sbaglio aveva specificato che in quel periodo la moneta che circolava erano le mucche. Tutti si pagava “in mucche”. Andavano al tabacchino e compravano una ricarica per il telefono da otto mucche.).

Ebbene, la suddetta volpe entra nel negozio di scale e il negoziante si avvicina.
- Salve, vorrei una scala.
- A chiocciola?
- No, a uva.
- Bene, guardi, abbiamo una scala in titanio rinforzato che si orienta da sola in direzione del soggetto da raggiungere, e appena lo individua, si allunga all’altezza esatta per evitarle una posizione scomoda mentre è intento ad agire sul soggetto, come più le aggrada.
- Pensa tu.
- In più le permette di sentire notizie dal mondo, aggiornate ogni mezz’ora, 24 ore su 24.
- E quanto costa Dioscaletta?
- 30 mucche.
- Nooo, io volevo spendere molto meno.
- Allora le offriamo, per 3 mucche, una scala di legno marcia marcia marcia, che appena mette su il piede si rompe e lei cade.
- Ma una cosa a metà?
- Abbiamo una scala in ferro con fotocamera integrata, mms, ingr USB, display LCD retroilluminato, riproduce formati WMA, WRW, capacità 1 Gb, Zoom ottico 3x e bluetooth.
- Cos’è sta cosa che si riproduce?
- Costa 15 mucche.
- Per arrivare all’uva?
- Esattamente.
- Ma vaffanculo a st’uva del cazzo fottuta bastarda e suina.

 

 

Perle di studichegna offerte da: cervisia a 01:41 | link | commenti (19) |

giovedì, gennaio 18, 2007
Frappè da 5 dollari.

Sono in fortissimo trip da Bruce Willis. Troppo, direi. Dopo aver visto "Impatto imminente" ho cercato tra le mie videocassette altri suoi film e ho ritrovato Pulp Fiction. Potrei vederlo a ruota senza stancarmi mai. Bona pure Uma Thurman, quante volte avrei voluto copiare il suo caschetto nero, non si può nemmeno immaginare.

LETTERA A BRUCE WILLIS

Caro Bruce,

vorrei sapere se è posibile clonarti e renderti disponibile in tetrapack. Credo di avere bisogno di te, della tua sfrontata faccia da stronzo. Ieri in Pulp Fiction ti ho addirittura visto nudo, poi tutto insanguinato salvavi Marcellus Wallace che veniva inchiappettato. L'altra sera eri tutto bagnato e affranto perchè un assassino si era accanito contro di te e ti buttava nel fiume i cadaveri delle tue ex  fidanzatine, pure quella delle elementari.

Vorrei chiederti come cavolo ha fatto Demi Moore a lasciarti, dev'essere impazzita o forse deve aver ricevuto una proposta indecente alla quale non ha potuto rifiutare.

Bruce, se vuoi venire a casa mia non ci sono problemi, basta che mi avvisi, ti faccio la parmigiana di melanzane e poi ti violento.

Distinti saluti.

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Sta per tornare il Grande Fratello. Pare che quest'anno nel cast abbiano inserito una nonnetta abbruzzese di novantasette anni che vuole fare la modella per Playboy. E voi ancora non lo sapete, ma sarà lei la vincitrice di questa edizione. Sì, perchè è cambiato il format, adesso i concorrenti vivranno in un bunker antiatomico e sicuramente la nonnetta è la più abituata, dopo due guerre, a queste condizioni di ristrettezza. I dieci concorrenti dovranno vivere 100 giorni con una scatoletta di Simmenthal a testa e dovranno correre su una ruota, tipo criceto, a turno, per alimentare l'energia che serve a illuminare tutta Roma.

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Vorrei una barzelletta che faccia ridere, vorrei che la mia lista nera non fosse così lunga, vorrei una novità, un'idea, vorrei che mi passasse il raffreddore. Vorrei un'amica nuova, una sorpresa, innamorarmi un po', vorrei allegria. Vorrei un'attesa breve per una gioia grande, vorrei una gioia piccola dopo una lunga attesa, vorrei una nuova stella da guardare. Vorrei che tutti si svegliassero e che capissero, oppure vorrei assopirmi anch'io una buona volta e smetterla di chiedere. Vorrei dare e ricevere. Vorrei un sorriso, e dopo un bacio piccolo.

Perle di studichegna offerte da: cervisia a 16:34 | link | commenti (2) |



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