
L'amore è il sale della vita..... il sesso è il pepe della vita..... la STUDICHEGNA è il crauto con nutella della vita....

Sono la dea indiscussa della studichegna. Oppure un genio. Boh, devo decidere.
.....disteso
...la gente SONO strani
...nonSIpuòSPIEGARE
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Non mi sono levata dai coglioni (come qualcuno desidera con tanto accanimento).
E' che spesso la vita ti porta a fare cose che non vorresti mai fare, e poi ci sono cose che vuoi fare ma non puoi, e tutto diventa particolarmente strambo. Più o meno.
E' che non sempre sei permeato di ottimismo, che poi l'ottimismo è una scusa per vedere un bicchiere mezzo pieno anche quando non vedi neppure un bicchiere, e poi ti dicono che non sei pazzo se vedi bicchieri mezzi pieni dappertutto, a meno che non lavori in un ristorante, beh, allora sarebbe pure piuttosto normale.
Ma nemmeno vedere bicchieri pieni o vuoti ti può salvare.
Devi distinguere bene se vale o non vale la pena, ma non ci riesci praticamente mai, e ti butti con tutte le scarpe, in una nuova disciplina, in un nuovo amore, in cose nuove che poi sono vecchissime.
Trovo sfogo nella mia amata musica, ora più che mai, e riuscirò. Oh, se riuscirò.
Donne con la french manicure perfetta sembrano non avere problemi. Donne che si mangiano le unghie sembra che tutti i problemi ce li abbiano loro. E se qualcuno ti tende una mano, non stai mica a guardare se è curata o mangiucchiata, speri sempre di afferrarla e basta. Ma magari hanno messo su l'idratante e come niente scivoli via. Mani che afferrano, schiaffeggiano, tremano. Tutto un mondo di mani, che a sentire il punto di vista di Ben Harper possono fare grandissime cose, ma per quanto mi riguarda la frase "Vuoi una mano?" avrebbe più significato se si trasformasse in "Vuoi una testa?".
Provate voi a fare la french manicure al cervello e poi mi dite.
Cioè.
Sposto l'orologio un'ora indietro. Tipo, stanotte, dalle 4.00 ho spostato tutto alle 3.00. E quindi non sapevo se dovevo essere stanca oppure no. Che poi, il disastro, io lo faccio ogni sei mesi, con quest'ora illegale.
Perchè il mio primo tentativo di essere coordinata spaziotemporalmente, l'ho fatto spostando l'orologio dalle 4.00 alle 5.00, quindi per me erano le 5 e per tutto il resto del continente erano le 3. E allora sì che è un casino. Comunque.
Poi avrei qualcosina da dire pure sul tempo, inteso come clima, nuvoloso, pioggia, sole... il tempo. Ecco, ieri sera faceva caldo, però pioveva, e io come al solito ero vestita inadeguatamente. Perchè sabato scorso avevo il guibbotto di pelle e mi morivo di freddo, invece sto sabato avevo il piumottino impermeabile e sudavo come se fossi ad agosto? E la mamma si ostina a dirmi che quand'è così... devo vestirmi a cipolla.
Però la mamma non considera l'effetto lacrimogeno-lassativo della cipolla. Perchè quando ti vesti a strati..... fa cagare e fa piangere. Sì.
Vai in giro che fa caldo e dietro ti porti un fagotto di roba, giacchini attaccati sui fianchi, che ti fanno un culo da mongolfiera e sopra a mezze maniche, con la sciarpa e il cappello, che non sai più dove mettere tutti gli strati di sta cipolla benedettissima, e vai in giro come un essere mitologico, metà cipolla, metà uomo, metà vu cumprà con tutta la bancarella. Mah. Vai a capire con quale scopo inventano i capi di abbigliamento. Io farei due soli passaggi. Nudo- vestito. Bò. Quanto casino inutile.
Immagino sempre uno che va in giro vestito proprio da cipolla. Che puzza e fa piangere, e gli puzza pure il fiato, tutto questo solo perchè fa caldo o fa freddo o piove all'improvviso.
E quindi sono due ore avanti nel futuro e per colpa della cipolla non troverò mai marito. A voler essere ottimisti.
A voler essere pessimisti, invece, il mio matrimonio durerà un'ora in più.
Un motivetto tutt'altro che accattivante mi tortura il cervello. È di mia invenzione, ma è anche tremendamente stupido. Parapaponzi ponzi po paponzi parapaponzi ponzi pà. Mi chiedo se tutti canticchiano motivetti senza senso, e se si sentono intelligenti mentre lo fanno. Io parlo pure da sola, e siamo ad un principio di schizofrenia, giusto?
Mi hanno pure sottoposto al test Minnesota (quello che ti chiede se ti piacciono i fiori). Ogni tanto qualche domanda mi lasciava perplessa. Devi rispondere "vero" o "falso" a una grossa quantità di domande, solo che bisogna prestare molta attenzione nel leggerle, ste benedette domande, perchè nella foga di rispondere (e sottovalutandone l'importanza), ti ritrovi proiettato nel magico mondo dei test per la patente. Quel mondo dove un "di" o un "non" rappresentano un'enorme differenza nell'interpretazione. Che pure se non sei pazzo, alla fine ci diventi, e ti chiedono se è vero o è falso che tenti il suicidio 3 volte al mese o se vedi e senti cose che gli altri non vedono. Poi, in base alle risposte, ti dicono se sei pazzo o se sei idoneo al militare. Il più delle volte, sono idonei solo quelli che rispondono VERO alle domande sul suicidio. Tutti gli altri invece sono pazzi perchè amano i fiori. O sono omosessuali se vedono cose che gli altri non vedono. Boh, sto vaneggiando, non credo che il criterio di valutazione sia proprio questo, ma va bene lo stesso, io sono stata piuttosto sincera (tranne per il fatto che parlo spesso con un nano superdotato che in realtà vedo solo io, ma non sono pazza, giuro, lui è il mio amico, davvero, diglielo anche tu, su, diglielo, cantiamo quella canzone bellissima che fa parapaponziponzi pi, diglielo a quel fantasma vestito da pirata che ti porti dietro.... mi vuoi bene vero? Dai, dimmi che mi vuoi bene.... vaffanculo nano di merda, sei cattivo con me, stronzo, io ti ho sempre amato, io ti amo... no.. non fare così.... ti amo, lo giuro! Non sono pazza, non sono pazza, non sono pazza).
E poi c'è Bruce Willis, che mi tormenta con i suoi film. Ho visto "Storia di noi due", uno dei pochi film in cui lui non deve salvare il mondo e non è morto all'inizio (come il Sesto Senso), uno dei pochi film in cui lui è un uomo normale e non trucca cadaveri. In una sola scena gli si vede il culo, ma non ha niente di anormale. E mi è ripartito il trip di stuprarlo con affetto (e lo faccio, prima o poi, anche se dovessi rischiare l'arresto).
E' tutta una burla, davvero. Fatevelo dire dal nano.
Diglielo, dai, diglielo tu che non sono pazza.
SALVE. SONO IL NANO CHE VEDE SOLO CERVISIA. IN REALTA' È CERVISIA CHE NON ESISTE, E IO IL PAZZO CHE SE LA IMMAGINA. E NON SONO NEANCHE COSI' NANO, SE MI GUARDASTE IN ORIZZONTALE CAPIRESTE.
Panta rei...
Divento ventiseienne e tutto a un tratto mi rendo conto che dovrei fare un resoconto della mia vita. Ma non ne ho voglia, quindi lo farò l'anno prossimo. Nel frattempo mi sento abbastanza di buon umore e condisco gli attimi della mia vita con un po' di pepe. Non c'è niente di più bello.
Sono infastidita dal classico atteggiamento maschile. Non è la famosa frase "un uomo con tante donne è un rubacuori.. una donna con tanti uomini è una zoccola". No. È ancora meno. A me piace parlare del sesso senza tabù inutili, ma sono molto selettiva sui miei partner. Invece, il solo fatto che ne parli, mi rende già "bottana industriale" per qualcuno, che si sente autorizzato a credere di avere delle chance con me, solo perchè mi piace fare l'amore. Beh, non è affatto così. Non funziona così.
Io devo essere sedotta, ma ancora di più mi piace sedurre, con sguardi, allusioni, intelligenza, sarcasmo. E più parlo di sesso con qualcuno, meno probabilità ha quel qualcuno di far sesso con me. Forse dovrei specificare che i miei sono dei consigli pratici per far piacere ad una donna, consigli da tenere stretti e da mettere in pratica al momento giusto. Ma non con me. Con un'altra. Se mi piace qualcuno, sto ben attenta a non parargli del mio punto "G", altrimenti lui da solo, cosa scopre? (ok, con questo non voglio dire che parlo a tutti gli altri del mio punto G mentre l'unico a non conoscerlo è il malcapitato che decido di portarmi a letto... è solo un esempio, cazzo)
È un po' confuso sto pensiero.
Insomma, il succo è questo. Se parlo di sesso con naturalezza è solo perchè non c'è nulla di più naturale del sesso. Però, da qui ad essere ninfomane, c'è una gran bella differenza. Sarà perchè non ho molte amiche, e quelle poche sembrano scandalizzarsi quando ne parlo (povere puttansuore).
Beh, insomma, ieri mi è accaduta una cosa stupenda. Un uomo è riuscito a fare due ciak del suo orgasmo, bloccando il primo perchè non era andato come aveva previsto sul suo copione. Allora mi ha fermata e ha detto:
- No. Non ci siamo. Avevo specificato che doveva andare così.. così e così.. RIFACCIAMO!
E così abbiamo ripetuto l'ultima scena. Non riesco a smettere di ridere per questa cosa. Oltre ad apprezzare il grande controllo del suo corpo, ammiro anche la capacità di gestire mentalmente l'operazione "godiva".
Beh, ho parlato di sesso. E allora? Ho un uomo con cui farlo, no perditempo. Lavori in corso, chiuso agli estranei. Non mi concedo. Sono fedele al mio Tinto Brass.
Stanca.
Stanca di tutto.
Temo che non reggerò ancora per molto tutta questa pressione psicologica. E mi sono rotta il cazzo dei buoni consigli, teneteveli per voi, risparmiate fiato. Se non parlo, non crediate di sapere per forza quello che penso, perchè non lo sapete. Mi sono rotta il cazzo della gente che sa dispensare consigli e non capisce che in realtà non sono proprio dell'umore adatto per riceverne. E non mi fate paranoie, che ci pensano già tutti quelli che mi sono intorno.
Vaffanculo all'amica che pretende di essere in assoluto la mia migliore amica e mi assilla e mi annoia con cose di cui non mi interessa un emerito cazzo (ma questo vale più o meno per tutte le mie amiche di sesso femminile, quelle poche rimaste, che starnazzano e rompono i coglioni con problemi che si creano da sole e poi pensano di poter risolvere i tuoi con mielose parole di fintissimo affetto). E poi alle spalle sono una puttana, ma quando mi incontrate fate gli occhioni buoni e mi riempite di complimenti. Invidiose della minchia. Sì. La minchia che, se vi venisse somministrata ad alte dosi, forse vi renderebbe meno acide.
Vaffanculo alla mia famiglia che, tramite il ricatto morale del "faremmo tutto per te", in realtà mi rende le cose ancora più difficili di quanto non lo siano. Ma fatevi i cazzi vostri, che avete il cervello rallentato.
Io da sola mi basto, e vivo bene, e riesco a gestire i miei tempi, le mie cose, i miei spazi.
Cazzo, a 26 anni me ne sento 50 e tutti mi trattano come se ne avessi 3.
Non mi sembra di chiedere troppo, se voglio stare da sola. Voglio stare da sola e non mi è possibile.
Purtroppo le mie condizioni di salute non mi consentono moltissima tregua, ma se continuano a stressarmi così, di sicuro peggioreranno. Se una persona sta male, non vuol'essere trattato da ammalato, cazzo. E' elementare. Uno fa di tutto per dimenticarsene e tutti stanno lì e ti guardano come se stessi per morire. E cercano soluzioni a un problema di cui non sanno nulla. Ma il vero problema è che io non sto affatto per morire, io sto bene fino a prova contraria. Non sto MALE fino a prova contraria. E per quattro cazzutissimi accertamenti vengo sbattuta di qua e di là per l'Italia, come se non avessi un cazzo di meglio da fare, e questo solo perchè se hai una merdosa infiammazione del midollo a Taranto, ti curano con l'aspirina.
E poi, se io non rompo i coglioni a nessuno e non parlo dei miei problemi con nessuno, ci sarà pure un motivo.
Smettetela di torturarmi come se non sapessi cosa fare, perchè io lo so benissimo. Mi sono fatta una ragione, cazzo. Stare sotto controllo non vuol dire stare per morire.
Non mi rompete le palle.
Per fortuna, seppure lontano, ho uno spiraglio di studichegna che si tiene in vita. Piccolo, sì. Ma c'è.
È un periodo di partenze. Emigrazioni. Spostamenti.
Qualcuno lo giustificherebbe con una scusa tipo "Mercurio in trigono con Marte che incontra Plutone e scappa con Venere". Io più che altro la vedo come un malcontento generale. Peccato questo Sud, povero ma bello, peccato davvero. Peccato sì, ma anche Vaffanculo (Beppe, grazie).
Ho imparato a usare quel trucchetto dell'ALT per fare la è maiuscola con l'accento. Menomale che c'è ancora qualcuno che si accorge di questi dettagli. Solo che non garantisco di ricordarmene proprio SEMPRE SEMPRE SEMPRE.
Io parto e tu mi sorridi
come il vento stasera ha fatto posto alla luna
per ricordarci che è sempre un buon momento
quando sussistono insieme
forza di seme e suggestione di voglie
La distanza. E' un argomento che chissà in quanti avranno trattato. Ma resta un mistero. Distanza e tempo insieme, poi, sono devastanti. Occhio non vede e cuore non duole. Non sono fedele mai.... ora lo so (canta il buon Vasco). Speriamo ci regali una cura. Speriamo più in Battiato che in Vasco a sto punto. È (wow) incredibile il caso.
Ma si festeggia. Voglio ridere ed essere bella, per te, mio padrone. Voglio sorridere per tutto ciò che ho intorno, perchè tutto è un regalo. Voglio anche sudare per guadagnarmi ciò che è buono. Voglio vivere il più possibile, finchè il tatto mi permetterà di sentire i solchi tra le tue anche e le tue voglie. E poi voglio scordarmi il tuo corpo.
Buon viaggio a tutti.
Ci ritroviamo sconvolti nei sensi, ubriachi di noi. Perduti nell'estasi della nostra disinibizione. E' un gioco continuo in cui sono schiava e poi padrona, e poi di nuovo schiava, e poi buffa. E tu sei bravissimo. E insieme non siamo niente, ma da soli siamo pazzi e siamo tutto. E' una strana situazione. Preferirei che stessi zitto, però. Zitto. Shhhh.
Tranne in quei momenti lì, in cui gradisco la tua pioggia di parole, per il resto un bel religioso silenzio.
Mi piaci perchè con me non c'entri un cazzo. Ma neanche un po'.
Mi piaci perchè non me lo rompi nemmeno, il cazzo. Ma c'è di buono che al momento giusto tu sai diventare un altro (perchè Mina ha sempre una canzone giusta per i miei momenti? Mi sta pure sul cazzo Mina a volte).
Mi perdo nella perfezione del tuo corpo, nella proporzione perfetta, mi travolgi totalmente, è una sfida. Io divento matta, e poi ad un tratto siamo nudi. Siamo sempre stati nudi, dalla prima stretta di mano.
- Piacere, Cervisia (nudo nudo nudo)
- Piacere mio (nuda nuda nuda)
Ogni tanto mostri segni di interesse, una telefonata, un sms. Ma non troppi, dio ce ne scampi e liberi, finalmente un uomo che bada al sodo e non mi chiede cos'ho fatto la sera prima, perchè non c'ero, perchè c'ero, dove vai, cosa fai. Ah, che sollievo non dover dare spiegazioni futili.
Ma non c'è forma d'inganno, anzi. E' tutto trasparente, alla luce del sole, che ci bacia perchè siamo belli. Un sollievo, davvero. Sei bello e mi rilassi, grazie infinite. Un po' ti amo, e non scherzo. A modo mio però.
Novità: ho un maniaco tutto mio che mi chiama di notte con tanto di sottofondo gnic gnic gnic spugnettante. Ma è ridicolo, davvero. E' un maniaco che non sa fare il maniaco. Ci prova. Con la voce tutta rauca. Me lo immagino alla Fantozzi, con la testa nella pentola. Solo che non ci sa proprio fare.
Esempio:
Squillo anonimo (ovviamente, sennò che maniaco sarebbe).
- Pronto?
- gnic gnic gnic aaahh aaaah aaahh CI PIUACIUE GROOUU SCCHH gnic gnic gnic
- Come, scusa?
- gnic gnic gnic.... GRUUOOOUU SCIIIII PIASCIIUUEEE NEGHHHAA ROOOOUUU AAAAHHHHH
- Scusa, puoi ripetere? Non sono molto ricettiva alle 2.30 la notte.
- TI PIACE NEGRO?
- ahahahah!
Chiudo. Richiama. Non si rassegna.
- Pronto??
- gnic gnic gnic aaahhh ahhh PRONTOO?
- (io zitta)
- EEHHII? (gnic gnic gnic gnic)
- Senti, lo so che è difficile masturbarsi e tenere il telefono con l'altra mano, ma se tieni il vivavoce io non ti sento. Stai spendendo soldi inutili.
- PRONTOO? GROOUU AAAHHH SSTT OOOOOHH SSHHH FFRRR (gnic gnic gnic gnic)
- Come?
- GROOUU FRUUUU AAAAHH SCT BLAAA BLAA... (gnic gnic gnic)
- Non ho capito..... avvicinati un po' alla cornetta cazzo!
- GGGEEEEHHHH FAAAAHHH UUUUH (gnic gnic gnic)
- OOOh che palle! Non ho capito....... puoi fare lo spelling?
- (ormai spazientito) MA SE DICI CHE NON CAPISCI, PERCHE' MI RISPONDI ALLORA?!??!
- Ebbè... devo pur capire chi sei no?
- PROVA A TOCCARTII DAI.....
- Ma dai... non dire cazzate... comunque guarda, visto che più parli e più mi ricarichi.... fai pure chissenefrega!
Un maniaco coglione. Ma si può?
Mi ricordo che un tempo, nemmeno troppo lontano, per fare una telefonata bisognava sedersi per bene, fare un numero alla volta con un telefono a disco e stare seduti lì a parlare con una persona.
Seduto, perchè il telefono aveva un meraviglioso filo da torturare. Cioè, potevi anche stare in piedi, ma non potevi andare di sicuro troppo lontano.
Adesso, invece, con il cordless, il cellulare, mentre parli puoi farti lunghe passeggiate. Puoi sentire le persone IN QUALSIASI MOMENTO.
E questo è bene, da una parte. Ma dall'altra mica tanto. Perchè il lato negativo della cosa è che ormai è così facile che ci perdi il gusto, a compiere alcuni gesti.
E poi a un certo punto, puoi essere rintracciato in qualsiasi momento. Anzi, per me che sono ancora così arretrata, diventa difficile SPEGNERE IL TELEFONO. Mi sembra un atto di presunzione. E' come se dicessi
IO NON VOGLIO ESSERE REPERITA
E magari è pure vero.
Però.
Però.
Si scatenano reazioni contrastanti.
Perchè non vuoi essere reperita? E' successo qualcosa? Ieri avevi il telefono spento. Ti ho fatto qualcosa? Sono la mamma, perchè avevi il telefono spento? Sono una persona che non senti da una vita, ti ho chiamato giusto ieri, non ci sentivamo dal '99, proprio ieri ho provato a chiamarti e guardacaso il telefono era spento.... perchè? E' successo qualcosa? Ieri ti ho contattato su MSN ma non eri in linea, non hai acceso il computer? Hai letto la mia mail? Ti ho mandato un sms, per caso non avevi credito? E' successo qualcosa? Ce l'hai con me?
Ce l'hai con me?
Dietro ognuna di queste domande c'è una sola VERA domanda: CE L'HAI CON ME?
E tu lì, a dare spiegazioni, no, scusa, stavo cagando, mangiando, ridendo per... eccetera eccetera.
No. Cazzo. Può sembrare strano, ma io non ce l'ho con nessuno. E' che semplicemente mi piace stare comoda e pensare alle persone a cui voglio bene. E' che ogni volta che squilla il cellulare, qualsiasi cosa io stia facendo, mangiare, cucinare, scrivere, cagare, la doccia, lavarmi i denti, parlare con una persona per strada, parlare con i VIVI, giocare con i bambini, ridere per una battuta, cantare "Dream a little dream", pensare ad un uomo, pensare a un'altra cosa.....
..se squilla il cellulare io smetto repentinamente di fare quello che stavo facendo e cerco una sigaretta in giro, come se parlare al telefono adesso sia un motivo di ansia.
E vogliamo parlare di MSN? Diolobenedica? Appena ti colleghi, trilli, suoni, fischi, bing bong, ehi, tu, ci sei? Ciao! Oh! ma ci sei? driiiin trillo trillo, bling blong... e tu lì a bloccare, sbloccare, magari vuoi solo leggere la posta o salutare UNA PERSONA e drin blong ciao ci sei dove sei da quanto tempo ehi..... ok ho capito, sei impegnata, scusa, alla prossima, ma ci sei? ok, non ci sei, ho capito, è successo qualcosa? ti voglio bene, dai, risp. da quanto tempo, driiin bliiing, w la figa, domani concerto dei VAFFAMMOCCAMAMT, ti volevo avvisare, drinn.
CE L'HAI CON ME?
O le persone hanno manie di persecuzione, o le manie di perseguitare gli altri.
Io non ce l'ho con nessuno. Giuro. E se ce l'ho con qualcuno mi siedo in poltrona, prendo il telefono con il filo, e gliene canto quattro. O al limite prendo appuntamento per cantargliene quattro di persona, che c'è pure più gusto a vedere la faccia.
A volte ti capitano cose nella vita, che non sai ben gustificare, nè a te stessa nè agli altri.
Ad esempio ieri pomeriggio, mentre guidavo, il mio sedile si è letteralmente ABBATTUTO. Orizzontale. SBAM.
Ovviamente mi sono dovuta fermare, perchè guidare senza spalliera è assolutamente impossibile.
Mia madre era seduta accanto a me, e le è sembrata in assoluto la cosa più allucinante del mondo. Voglio dire, se fori una gomma, puoi prendertela con la sfiga, con tutto, ma una spiegazione razionale per giustificare l'accaduto, bene o male, puoi trovarla. Ma se ti si reclina di botto il sedile, e ti accorgi che si è addirittura DISSALDATO, allora no. Come lo giustifichi?
E così ci siamo fermate alla prima stazione di servizio, in uno dei peggiori quartieri di Taranto, in attesa che venisse mio padre a prenderci o comunque con qualche buona idea che solo un UOMO può avere in questi casi appartenenti alla categoria "donne e motori".
Per ingannare il tempo, io e la mia mamma decidiamo di entrare nel bar a farci un caffè. Benissimo. Appena entriamo nel bar ci rendiamo conto, tra la puzza di birra e di sudore, di essere le uniche donne lì dentro, a parte la barista e la cassiera (mamma e figlia), che in due non raggiungevano la somma necessaria di denti che basterebbe ad un pensionato per masticare le stelline in brodo.
Mi viene un attacco di ridarella, mentre mia madre mi tirava delle gomitate per intimarmi il silenzio. Aveva paura che ci facessimo notare.
Mamma, come potrebbero notare due donne da sole (per giunta piuttosto piacenti, stando alla media delle donne presenti nel giro di 5 km)? Mamma, come potrebbero notare due donne in una macchina alla quale si è ABBATTUTO IL SEDILE DEL GUIDATORE per diosolosa quale motivo?
Ma ad un certo punto leggo un cartello, in alto, sopra la barista col sorriso da codice a barre:
QUI JOGURT FRESCO
E' fatta. Non riesco a non ridere. E neppure mia madre ormai si astiene dal non trovare il lato comico della situazione. Ghigna. Beviamo un caffè e usciamo.
La mia curiosità mi avrebbe spinto a chiedere un assaggio del prezioso JOGURT alla sdentowoman. Signora mia, muoio dalla voglia di assaggiare il vostro GIOGURT. Dev'essere fantastico, non ho mai mangiato dello GIOGURT FRESCO.
Arriva mio padre. Lui invece si astiene dal chiedermi come sia stato possibile rompere il sedile in quel modo.
Sarà stato giovane anche lui.
Compro uno shampoo che mi promette una cosa bellissima. Dice esplicitamente che i miei capelli saranno COME APPENA LAVATI pure il secondo giorno! E che non sarò più costretta a farmi la coda! E che saranno sciolti e lucenti e fluenti e fiorenti COME APPENA LAVATI! Anche il secondo giorno! EVVIVA!
Infatti il trucco sapete qual'è? Che il secondo giorno te li devi lavare di nuovo perchè ti ritrovi i capelli una pizza. Grazie al cazzo che i capelli sono COME APPENA LAVATI. Grazie al cazzo che non dovrai rifarti la coda. Grazie al cazzo che sono puliti come il primo giorno.
E' che le donne cercano conforto nella cosmesi, perchè la cosmesi MANTIENE LE PROMESSE e gli uomini no. Ma, come si fa con gli uomini, i cosmetici si possono sempre cambiare. E se il tuo parrucchiere è semplicemente un figo pauroso, tu vai lì a farti tagliare i capelli con l'idea ben precisa di come li vuoi. Però poi ti siedi, lui ti friziona una lozione nonsoccosa e ti guarda dallo specchio, con gli occhioni arrapati (ma tanto lo sai che fa così con tutte le clienti), e ti dice che sei bellissima. E il tuo taglio scalato da brava ragazza va a a farsi benedire. Volevi una spuntatina al ciuffo e ti ritrovi le meches bionde. Volevi accorciarli di qualche centimetro e ti ritrovi un taglio all'ultimo grido. Sì, l'ultimo grido lo cacci tu appena il megafigo con le forbici ti toglie la mantellina e ti guardi nello specchio. Quintali e quintali di criniera sprecati, anni e anni per farli crescere.
Ogni volta che sono andata da un parrucchiere sono uscita scontenta dei miei capelli. Credo che succeda a tutte le donne. Tranne a quelle che vanno una volta alla settimana a farsi piastrare la frangetta, e che dio le benedica, non ne avrebbero bisogno. Cazzo ci vuole a piastrarsi la frangetta in casa. Ma no, vai a fartela piastrare dal megafigo che ti dice che SEI BELLISSIMA (ma tanto lo sai che lo dice a tutte).
Siamo in continua ricerca di approvazione. Questo è.
E buttiamo i soldi anche noi, come fanno gli uomini con le puttane, paghiamo per sentirci dire che siamo belle, paghiamo per sentircelo dire da tutti. Ma la prostituzione dell'autostima, Merlin, non l'aveva tenuta in considerazione.
Certo. Era una donna.
...perchè questo blog deve morire?
Per colpa di una serie di stronzate che mi hanno tolto per un attimo l'indole studichegnosa.
E invece, a sorpresa, mi compiaccio proprio di non averla persa affatto.
Perchè tanti quintali di merda che sono ricaduti sulla mia testa bacata, mica sono bastati. No.
E se mi accorgo di non perdere la mia insaziabile voglia di prendere tutto con il sorriso, allora è fatta. La studichegna non è morta. E nemmeno io sono morta. E nemmeno il blog è morto. Nessuno è morto. Certo, spero che cada l'uccello di qualche uomo, così, all'improvviso. Ma non credo di desiderare la morte di niente e di nessuno.
Del mio sorriso, certo, la morte è lontana.
E vaffanculo a chi crede di sapere tutto, di tutto e di me. Perchè non è vero un cazzo, non lo so nemmeno io. Io non so perchè la merda capita sotto le scarpe, e non so nemmeno come si faccia a ritrovarsela in testa. Il fatto è che ci sono tanti animali che cagano, c'è chi lo fa per terra e chi al volo. Ecco qual'è la differenza.
Ma quando a un certo punto della vita ti fanno notare che la vita è breve, allora no, cazzo. Due possibilità: spararsi un colpo in faccia o stare a vedere.
E siccome non ho per niente voglia di spararmi un colpo in faccia (ma solo perchè nei miei macabri sogni morti, gradirei essere integra e ben truccata), allora starò a vedere. Con il sorriso, perchè ce l'ho e non posso mica buttarlo via. Che ci posso fare.
Gente allegra, Dio l'aiuta...... ogni passo una caduta (nasce allegro e muore cornut'......azzo, conviene stare seri)
Sento che questo blog ormai è contaminato, sì. Da una nuova me stessa che in 3 anni di scrittura è cambiata, e sta ancora cambiando. Così mi trasferisco in uno spazio nuovo, pulito.
E ricomincio.
Adesso sono QUI. Ovviamente più stupida che mai.
Poi, come nelle migliori favole, l'idillio si consuma.
E come nelle peggiori favole, così, inaspettatamente, sfocia in violenza.
Divento matta prima io, però. Il gioco non mi è piaciuto, offendi la mia intelligenza, dico, e tu non reggi. Non sei in te. E non mi riesco ancora a spiegare come, ma divento un uomo e decido di picchiarti. Ma tu sei un uomo e a picchiare sei più bravo.
Con quale presunzione ho potuto pensare di riuscire a distoglierti dalle tue intenzioni? Con quale violenza mi sono scagliata contro di te? Come ho potuto scegliere di comportarmi così? E tu, come hai potuto, vigliacco, colpirmi così forte? Poi la colpa è mia, io ti ho aggredito, e tu, poverino, HAI DOVUTO DIFENDERTI.
Sai una cosa? Vaffanculo baby, sei un bastardo. Perchè a volte la violenza deriva dal troppo amore, ma tu sei troppo bestia per pensare che qualcuno possa volerti bene. Tu e le tue tossiche esigenze, siete ciechi. Hai fatto una scelta, quella meno giusta. Ma è la tua maledettissima scelta e nemmeno l'amore, quello che tu implori ogni volta, quello di cui solo una parte di te ha bisogno sfrenato, riesce a fermarti. Mi dispiace, mio cielo.
Mi dispiace.
I lividi sono dentro, non soltanto fuori. Addio mia perfezione, non puoi avere bisogno di me. Ed io non ho bisogno di questo. Capita, quando ami a metà. Capita. E' amaro, come il sapore di una sconfitta. Ma sei una battaglia persa in partenza.
Addio amore violento, disperato, drogato, irrequieto, sfrenato, profondo. Questo è il prezzo da pagare quando non ci si accontenta. Addio mia prigione. Addio, questa è veramente la fine.
Mai canzone fu più indicata. Perchè c'è sempre qualcuno che ha già detto qualcosa nel migliore dei modi, e ha fatto centro.
Forse Mina ha conosciuto te.
Bugiardo E Incosciente
Tu dormi e io sono qui
da quando non lo so,
so che affondo così
dentro l'odio che ho.
A tratti sentirei
di svegliarti ma poi
ci penso e dico no,
ora è meglio di no.
Ti guardo mentre sei
abbandonato lì,
odio tutto di te
ormai è così
e te lo griderò
e tu saprai il perché
non c'è niente fin qui
che salverei di te.
Certo visto così
da vicino
c'è il sonno che ti da
un'aria da bambino,
certo visto così
da vicino vicino
che bambino che sei.
Guardo gli occhi che hai
e le ciglia che hai
le ciglia lunghe in cui
imprigionavi me.
Bugiardo più che mai,
più incosciente che mai,
che tristezza però
un amore con te.
E ti odio di più
perché alle altre tu
tu non hai dato mai
i giorni tristi e bui.
Quelle certo che no,
non correvano qui
a consolare te,
ma io stupida sì.
E a vederti così
da vicino vicino
c'è il sonno che ti dà
un'aria da bambino
e a vederti così
da vicino vicino,
c'è il sonno che ti dà
un'aria da bambino.
Io ti odio e fra un pò
quando ti sveglierai
basta,
non tacerò
tanto è inutile ormai
e sceglierò per te
quelle parole che
fanno male di più
vanno in fondo di più.
Me ne vado, dirò,
ma un rimpianto ce l'ho
avere amato te
senza un vero perché,
non so cosa darei
per non dovere mai
pensare che son stata insieme a te.
E a vederti così
da vicino
c'è il sonno che ti dà
un'aria da bambino
e a vederti così
da vicino vicino
che bambino che sei.
Ti muovi e so già che
un sospiro farai,
la testa girerai
i pugni allargherai
e tra un secondo tu
la bocca schiuderai
e quasi sveglio poi
il mio nome dirai.
Ecco guarda son qui
mi chino su di te
ma questa volta no,
non cederò perché
è quasi dolce sai
poter gridare che
nessuno al mondo mai
ti odierà più di me,
sto per farlo però
ti svegli e al tuo richiamo
rispondo sono qui
amore mio ti amo
sto per farlo però
ti svegli e al tuo richiamo
rispondo sono qui
amore mio ti amo
Ci sei di nuovo.
E sono da te, sembri migliorato, ma chi si fida di te? Incostante, eppure sincero, non mi bevo le tue storie quindi non puoi mentire ancora.
Ti voglio bene, sì. Lo penso sul serio, lo dico davvero, ma non ti amo. Ci sono delle cose di te che non sopporto, e anche tu non mi reggi per niente. Vicini si sta bene, ma per poco. Lontani si sta male, ci si manca, ci si odia, ci si bestemmia a vicenda.
Ti amo, sì. Lo penso sul serio, lo dico davvero, ma non ti capisco. E ciò che non capisco, mi fa sempre paura. Ti affronto, ma non ti temo. Ti temo, ma non te lo dimostro.
Ti odio, sì. Lo penso sul serio, lo dico davvero, ma non riesco a cancellarti. Ci pensi già da solo, se cadi non ti rialzi, precipiti. Ti fermi. Insegni e non impari. Non impari mai, neanche stavolta, lo sento.
Ma con prepotenza, a volte, mi trascini a te, e il mondo sembra non esistere, diventi tarlo per la mia mente analitica, diventi fonte per le mie ricerche, diventi parola ricercata e sopraffina, diventi dialettica perfetta e goduria per le mie orecchie letterate. Diventi piacere per i miei occhi assetati di bellezza. Diventi, quindi ti trasformi, sempre, ancora, e ti desidero. Ti desidero in modo ossessivo, ti desidero con la mia mente impazzita, fai leva sulla mia incoscienza, sei quel cazzo di cielo variabile eppure infinito.
Nessuno mi aveva paragonato ad una piccola luce, ed io ti amo.
E sarei stata sorriso per te, come una promessa fatta subito e poi scordata. Ma ora ricordi o finalmente te ne accorgi? Ritorni o vai ancora via? Senza criterio, senza scusanti, sei ancora una sorgente di idee, sei una forma d'arte incompresa.
Ti voglio, sì. Lo penso sul serio, lo dico davvero, ma non riesco ad averti. Perchè non sei come voglio e non ti cambio per niente. Perchè non saresti tu. Oppure si.
Impazzisco con te. Solo con te. Solo per te.
E ti lascio dormire, invaso dall'oppio chimico, necessario per calmare i tuoi sensi e per annebbiare la tua mente, che da sola, invece, funzionerebbe a meraviglia. Ti osservo dormire e ti accarezzo, perchè sei veramente te stesso quando dormi. Indifeso e bisognoso di me. Mi stringi forte ed io potrei morire di tenerezza, liquefarmi e pioverti dentro, sottoforma di lacrime.
Ti sei commosso stasera, ti sei commosso per me. Per un sorriso pensato da un posto lontano, che portava un raggio di speranza attraverso le sbarre d'odio. Vorrei sfoggiarti come il mio più bel gioiello, ma splendi così tanto che è meglio tenerti in cassaforte, dove nessuno può ammirarti e inorgoglirti, dove nessuno può vederti e deviarti. Se anche dovessi andare via, è bello poter sapere che per attimi, pochi, sei stato mio.
Sei la grande incognita della mia vita, sei la mia grande sconfitta e la mia più piccola vittoria.
Ti tengo stretto, amore, finquando la magia non si romperà di nuovo e senza trattenerti mai, ti lascerò andare.
No, non è una cosa possibile.
Era il mitico giorno dedicato agli innamorati e Cervisia camminava tranquilla per la strada, quando a un certo punto un uomo esce da un negozio di gadgets con un enorme cuore rosa in mano. Ma quando dico enorme, intendo proprio enorme. Tanto da non vedere proprio la povera Cervisia e travolgerla.
Pensieri cinici che vengono in mente a Cervisia, nell'ordine:
L'uomo col cuore guarda Cervisia con un'espressione di vergogna. Non si capiva se si vergognasse di più per averla presa in pieno o per il ridicolo oggetto che aveva tra le mani. Cervisia sdrammatizza con un sorriso e lo guarda come si guarderebbe un povero pazzo.
E se fosse stato un segno del destino? Investita da un cuore rosa gigante, il giorno di San Valentino. Proverbiale. Quasi mistico.
Praticamente una tragedia.
Io voglio un uomo che il giorno di San Valentino si rasi la peluria dell'inguine a forma di cuore.
Voglio un uomo che a San Valentino abbia da lavorare.
Voglio un uomo che festeggi San Valentino il giorno della festa della donna, così almeno, anzicchè farmi starnutire tutto il giorno con quelle mimose del cazzo, mi fa affogare nei baci perugina.
Effettivamente ieri, di gente in giro, ce n'era poca. Tutti a cavalcare, e io, single, ero ad una festa su una barca. Per poter dire che San Valentino fa acqua da tutte le parti. La cosa assurda è che abbiamo mangiato panettone e passato la serata a scambiarci un quaderno e una penna, scrivendo frasi sconnesse, poco valentiniane ma di sicura importanza per gli scenziati che negli anni a venire cercheranno di analizzare la nostra psiche. Riporto fedelmente:
- Mi faccio "a panettone"
- Mah...se è bono... perchè no?!
- Ma "panettone" è amico tuo?
- Il mio (panettone) è off-limits!! Ma gli altri...
- Mi sa più di pandoro, ti dirò...
- Beh.....sono passati 12 anni, ma non ha perso il flava, solo i canditi...
- Vabbè, tanto i canditi non piacciono a nessuno.
- Mi piace andare controcorrente..
- Quindi..... fulminata?!?!
- Folgorata più che altro!!!!!!
- FOLGORATA DAL CANDITO!!!
- Can dite... can dito.... ....................... garantito!
- Evviva, il candito è garantito.... ma .... l'uva... passa?
- Eh passa e spassa sott'a stù balcone ma tu sì guaglione...
- Figaro qua... figaro là...
- FigA Ro Qua.... FIGO RO LA'!
- Figo? .....dove?!?!? DOVEEEE!!!!.... allora ci vediamo là!!
- Allora almeno all'alba..... o hai una torcia?
- Ma se sei folgorata..... vai avanti e fai luce!
- Vivo di luce propria, e faccio una gran luce, sorella!
- E dopo questa "illuminante rivelazione", sfatiamo il mito del panettone!!.... però anch'io sono "brilla".
- Beh sì... ho visto che stai schizzando alla velicità "della luce"!!!!!
Cosa si evince?
Che una single come me, a san Valentino, si è ubriacata come un tedesco all'October Fest.
(special thank's to Pattee & Dada per il botta e risposta)
(ringrazio anche chi mi darà solo la botta senza la risposta)
......love is in the air....
Mettiamo il caso che conosci una persona e, poteri del messenger, ci parli un po'.
Mettiamo il caso che questa persona sia pure un intellettuale, o dia almeno questa impressione.
Mettiamo il caso che vi stiate parlando e che lui ti mostri una foto, poteri del messenger, la foto è piccolina (credo che il termine tecnico sia "avatar").
Mettiamo che tu, osservandola, gli chieda:
- Chi è quella? Tua madre? Bella donna!
Mettiamo che lui risponda:
- No. E' Roman Polanski.
La domanda è: quante possibilità avrai di recuperare la immane figura di merda e di sembrare ancora un essere pensante?
Il dottore dice che sono stressata. Io rispondo che lo stress è la malattia dei ricchi. Quindi non posso essere stressata. Se me ne convinco, è possibile che mi passi.
La fantasia è come l'alzheimer: galoppante.
Continuano le mie crociate contro gli utenti anonimi ignoranti pusillanimi bestie che vengono a deturpare la natura di questo blog. E' come buttare le carte per terra e trovarsi a due centimetri dal cassonetto.
La gente non conosce umiltà.
Datemi una emme.
EMME!
Datemi una pi.
PI!
Datemi una effe.
EFFE!
Datemi una gi.
GI!
Datemi un Valium.
Com'è difficile comprare un lettore emmepitre al giorno d'oggi. Ho prima consultato tutti i volantini di offerte che hanno invaso la mia cassetta delle lettere fino a individuare il pezzo interessante. Poi sono andata a controllare le caratteristiche tecniche su internet. Poi ho scoperto che pure leggendo le caratteristiche tecniche non ci capivo un cazzo. Così ho disdegnato il volantino e ho sputato merda sulle offerte, convincendomi che i pezzi erano limitati, che quasi sicuramente non l'avrei trovato più e che di certo avrei potuto comprare qualcosa di migliore in altri negozi dove forse mi avrebbero offerto più scelta. Poi sono uscita per negozi e ho visto prezzi da infarto per affarini piccoli come un pacchetto di gomme.
E in più i cosini erano accompagnati da intere pagine di caratteristiche tecniche, funzioni che nemmeno avrei RICHIESTO ad un cosino così piccolo.
Non è giusto che un aggeggio grande quanto il mio accendino possa fare delle cose incredibili. Cioè, è bello ma non è giusto. Perché dovrei desiderare un telefonino che faccia le foto piccole e brutte, ma soprattutto, perché dovrei fare foto grandi e meravigliose con un telefonino? Voglio ascoltare la musica con un cosetto che pesi meno del mio walkman, e che non abbia la paranoia di far saltare il cd ad ogni passo. Ma non voglio un cosino che oltre a questa funzione, mi faccia pure il caffè, mi permetta di vedere VIDEO… ma tu ti immagini se stai sull’autobus e a un certo munto ti metti a fissare l’accendino? Ma soprattutto a cosa cazzo mi serve vedere un video dove le persone sono grosse quanto formiche? Mi ci vedo ROCKY HORROR PICTURE SHOW e i sottotitoli li legge tua madre. Mi ci vedo “Passion” di Mel Gibson.
Mi ci vedo.
Ho presente la favola della volpe e l’uva al momento.
Credo di essere la volpe che non può permettersi di prendere l’uva perché ha bisogno di una scala e possiede solo 10 mucche da barattare con il negoziante (Esopo se non sbaglio aveva specificato che in quel periodo la moneta che circolava erano le mucche. Tutti si pagava “in mucche”. Andavano al tabacchino e compravano una ricarica per il telefono da otto mucche.).
Ebbene, la suddetta volpe entra nel negozio di scale e il negoziante si avvicina.
- Salve, vorrei una scala.
- A chiocciola?
- No, a uva.
- Bene, guardi, abbiamo una scala in titanio rinforzato che si orienta da sola in direzione del soggetto da raggiungere, e appena lo individua, si allunga all’altezza esatta per evitarle una posizione scomoda mentre è intento ad agire sul soggetto, come più le aggrada.
- Pensa tu.
- In più le permette di sentire notizie dal mondo, aggiornate ogni mezz’ora, 24 ore su 24.
- E quanto costa Dioscaletta?
- 30 mucche.
- Nooo, io volevo spendere molto meno.
- Allora le offriamo, per 3 mucche, una scala di legno marcia marcia marcia, che appena mette su il piede si rompe e lei cade.
- Ma una cosa a metà?
- Abbiamo una scala in ferro con fotocamera integrata, mms, ingr USB, display LCD retroilluminato, riproduce formati WMA, WRW, capacità 1 Gb, Zoom ottico 3x e bluetooth.
- Cos’è sta cosa che si riproduce?
- Costa 15 mucche.
- Per arrivare all’uva?
- Esattamente.
- Ma vaffanculo a st’uva del cazzo fottuta bastarda e suina.
Sono in fortissimo trip da Bruce Willis. Troppo, direi. Dopo aver visto "Impatto imminente" ho cercato tra le mie videocassette altri suoi film e ho ritrovato Pulp Fiction. Potrei vederlo a ruota senza stancarmi mai. Bona pure Uma Thurman, quante volte avrei voluto copiare il suo caschetto nero, non si può nemmeno immaginare.
LETTERA A BRUCE WILLIS
Caro Bruce,
vorrei sapere se è posibile clonarti e renderti disponibile in tetrapack. Credo di avere bisogno di te, della tua sfrontata faccia da stronzo. Ieri in Pulp Fiction ti ho addirittura visto nudo, poi tutto insanguinato salvavi Marcellus Wallace che veniva inchiappettato. L'altra sera eri tutto bagnato e affranto perchè un assassino si era accanito contro di te e ti buttava nel fiume i cadaveri delle tue ex fidanzatine, pure quella delle elementari.
Vorrei chiederti come cavolo ha fatto Demi Moore a lasciarti, dev'essere impazzita o forse deve aver ricevuto una proposta indecente alla quale non ha potuto rifiutare.
Bruce, se vuoi venire a casa mia non ci sono problemi, basta che mi avvisi, ti faccio la parmigiana di melanzane e poi ti violento.
Distinti saluti.
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Sta per tornare il Grande Fratello. Pare che quest'anno nel cast abbiano inserito una nonnetta abbruzzese di novantasette anni che vuole fare la modella per Playboy. E voi ancora non lo sapete, ma sarà lei la vincitrice di questa edizione. Sì, perchè è cambiato il format, adesso i concorrenti vivranno in un bunker antiatomico e sicuramente la nonnetta è la più abituata, dopo due guerre, a queste condizioni di ristrettezza. I dieci concorrenti dovranno vivere 100 giorni con una scatoletta di Simmenthal a testa e dovranno correre su una ruota, tipo criceto, a turno, per alimentare l'energia che serve a illuminare tutta Roma.
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Vorrei una barzelletta che faccia ridere, vorrei che la mia lista nera non fosse così lunga, vorrei una novità, un'idea, vorrei che mi passasse il raffreddore. Vorrei un'amica nuova, una sorpresa, innamorarmi un po', vorrei allegria. Vorrei un'attesa breve per una gioia grande, vorrei una gioia piccola dopo una lunga attesa, vorrei una nuova stella da guardare. Vorrei che tutti si svegliassero e che capissero, oppure vorrei assopirmi anch'io una buona volta e smetterla di chiedere. Vorrei dare e ricevere. Vorrei un sorriso, e dopo un bacio piccolo.
E siccome è Natale, scendono gli angioletti giù dal ciel, così come scende pure il bel rastaman.
Ed io, ovviamente, credo al colpo di fulmine.
E cedo all'ennesimo colpo di testa.
Poche parole, anzi, una sola: buono. Come il pane. Biondo rastissimo, scolpito nel marmo, roba da fare venire i complessi a tutti gli altri uomini che ho avuto in passato, anzi, solo per questo vorrei che tutti i miei ex lo sapessero. Perchè sono bastarda dentro. E se foste stati così belli, fidatevi, col cavolo che vi lasciavo.
Perciò ci si vede alla fine di una serata, spunta dal nulla con la sua chioma bionda, sono stata più veloce del mio stesso pensiero. Mi avvicino con fare svogliato e faccio finta di essere sorpresa. Non è stato difficile, visto che stavo per rimanere secca con un bell'infartino.
Lui è felice di vedermi, mi abbraccia e mi bacia, mon dieu, con una certa foga. E fa domande quasi sensate. Poi vado in bagno e.... il bagno delle donne è guasto, vengo deviata in quello degli uomini. E a quanto pare, vengo seguita. Ma la puzza di cesso non risveglia in me nessuna emozione, quindi dopo aver fatto indigestione dei suoi occhi, lanciandogli sguardi strappamutande, esco a farmi una birra.
Davanti al bancone mi chiede cosa avrei deciso di fare una volta andata via da lì. Mi dice che ha la macchina parcheggiata vicino casa mia ed è venuto con un amico (altro infarto: non solo ho avuto il culo di compiere la sua stessa traiettoria, ma si ricorda pure dove abito). Mi dice di chiamarlo e a quel punto decido che è ora di smetterla, basta, non inseguirò più nessun uomo.
- Beh, il mio numero ce l'hai?
- Non più, ho cambiato mille telefoni... il mio però è sempre quello...
- Sì, ma non ti chiamerò. Se vuoi chiamami tu.
(appena pronuncio queste parole, incomincio a darmi della stupida)
(stupida, stupida, stupida, te lo sei fatto scappare, idiota, imbecille, stupida e imbecille....)
- OK, DAMMI IL TUO NUMERO!
(occazzo mi ha chiesto il numero... e io ho la fortuna di avere due 69 tra le cifre)
- 345...SESSANTANOVE...3....SESSANTANOVE...
(ecco, sono stata troppo sfrontata...ma se questo è il mio numero, io cosa posso farci?)
Appena pronunciati i due 69 fatidici, lui mi guarda con la stessa intensità con cui si cade in ipnosi. Difatti io ormai sono ipnotizzata dai suoi verdissimi occhi e potrei rispondere sempre di sì. A tutto. Sì, sì. Ma anche lui. Ghigna. E mi bacia sulle labbra.
- A dopo, allora.... ti chiamo tra un po'.
- eeehhh.... eheheh....ehm... ehehehehe... ghhh... gnnhh.. eeehhh...
(rispondo prontamente io, che dopo il bacio sono entrata in coma profondissimo, uno shock di quelli dai quali non ti riprendi più, forse).
Prendo sottobbraccio la mia autostima e vado a riscaldare la macchina, consapevole del fatto che MAI e POI MAI mi avrebbe chiamato. Decido di farmi un caffè con gli amici. Rischio di schiantarmi appena metto in moto. Riesco ad evitare questa cazzata, quando sulla via del ritorno il mio telefonino fa il tipico suono da sms ricevuto.
Ommioddio è lui. Dice che mi chiama tra poco. Ormai guido come Nuvolari, dritta verso il bar.
Ho la tazzina di caffè poggiata sulle labbra, quando il telefono prende a squillare, con il suo nome che lampeggia. Rispondo (dopo un paio di squilli, come per sembrare disinteressata). Mi aspetta. Io vado.
Ma poi vengo.
Buon Natale, lady.
Ieri sera ho visto L'esercito delle 12 scimmie e adesso sono fermamente convinta che Bruce Willis sia l'uomo della mia vita. Già lo sospettavo dopo Armageddon, ma ora ne ho la certezza. Lo voglio, nudo e crudo, sanguinante e soprattutto sempre e continuamente impegnato a salvare il pianeta da qualche sciagura. Beh, ovviamente il mio ruolo sarebbe quello di fargli i massaggini mentre schiva gli asteroidi.
Signore e signori, ho il piacere di presentarvi Cervisia nella grande interpretazione di sè stessa nella meravigliosissima fiction
IO E BRUCE WILLIS
- Caro, come va stamattina?
- Taci donna. Non vedi? Ho un pezzo di meteorite che mi viene fuori dal ginocchio.
- Sì, amore.... vedo...vedo.... vuoi che ti aiuti a tirarlo fuori? Aspè che prendo la pinzetta...
- Non c'è tempo per la pinzetta. Tra venti minuti l'umanità si estinguerà. Tiralo fuori con i denti.
- ....evvabbuò, se tra venti minuti si estingue l'umanità io ti consiglio di tirarlo fuori e basta, almeno moriamo soddisfatti....
- Non capisci? Solo io posso fare qualcosa per impedire che piovano meteoriti mentre si espandono virus sparati fuori da zombie partoriti da mummie...
- Ok, ti tiro fuori il meteorite dal ginocchio... vuoi che ti tiri fuori qualcos'altro?
- Sì, cara. Ti amo. Mi hanno tatuato un codice a barre sull'uccello.
- Perfetto, ora quando andremo al supermercato non potrai più passare alla cassa senza che suoni l'allarme.
- Appunto. Devi scorticarmelo via. Con un coltellaccio.
- Ma scusa, tra venti minuti saltiamo tutti all'aria e tu devi andare a fare la spesa?
- Sì, hanno nascosto un microfilm nel fustino del detersivo, poi devo disinnescare la bomba inserita nei salamini Beretta.
- ....e già che ti trovi, prendi pure un chilo di pomodori e due cespi d'insalata..
- Non è possibile. I pomodori contengono una sostanza che ci ucciderà tutti.
- Uff... proprio mò che dovevo fare il ragù di carne.
- Amore, non c'è tempo, dobbiamo scappare.
- Dove?
- Su Saturno. Abbiamo trentasei secondi per fare le valige.
- Le pantofole a forma di Pluto mi possono servire?
- No, prendi solo le mutande borchiate. Hai 15 secondi per guardarmi intensamente negli occhi e far credere a tutti che prima o poi ci baceremo.
- Ma.... a tutti chi?
- Siamo osservati da un'equipe di scenziati che tiene sotto controllo ogni nostra mossa.
- E dove sta la telecamera?
- Inserita nella mia chiappa destra.
- .....e allora non funziona più, stanotte ti ho sculacciato troppo forte e ho sentito un "bip" strano...
- Quelle sono le mie manifestazioni di godimento.
-..... già censurate?
- Basta così, non c'è tempo..... dobbiamo andare.
- Chiudo il gas....?
- Lascialo aperto, così se l'umanità si salva, almeno crolla il palazzo.
- Oh, Bruce.... come sei bello e forte e intelligente.
- Anch'io ti amo, baciami.
- MmmmMMMmmMMMm....
- Ora sono incinto.
- Coooome?!?!? Il primo bacio e già incinta? Eccheccazzo!
- Sono vittima di un esperimento. Con un bacio mi hai fecondato. Partorirò con dolore l'ultimo bambino dell'umanità.
- E come lo chiameremo?
- 327UR56Z20 Willis
- E cosa viene come codice fiscale?
- Sei la donna della mia vita.
- E tu sì l'omm d'à vita mijj...
Beh. Come prospettiva non c'è male.
Gioia. Tripudio. Allegrezza.
Goduria.
Sono ufficialmente un'allieva del maestro Luca Pitteri, il quale terrà un corso annuale presso il centro Mousikè di Martina Franca.
Inutile dire che dopo le prime due lezioni sono già innamorata persa di lui e del suo modo di insegnare. Trasmette amore per la musica, quell'uomo lì. Poi è assolutamente un mito, trasuda cultura musicale da tutti i pori. Ovviamente io mi sono fatta riconoscere subito, non tanto per le mie capacità vocali quanto per la studichegna.
Quando ad una persona come me accadono robe del genere, non c'è nulla che mi tenga. Sto gonfia come un pavone svizzero, come se avessi tatuato in faccia "Io canto con Luca Pitteri".
L'ho già detto che conosco Luca Pitteri?
Per caso ho detto che il mio maestro di canto si chiama Luca Pitteri ?
Vabbè. Devo solo sottolineare che non per questo faccio sogni di gloria. Voglio dire.... se avessi avuto intenzione di andare ad Amici, avrei fatto un provino e magari mi sarei ritrovata a cantare, sì, ma sarebbe stato bello vedere come mi sarei comportata con Garrison. Ciao Garrison, guarda come sono brava a ballare la macarena.
Ancora meglio, beccavo Yuri Chechi e gli raccontavo una barzelletta. Ciao Yuri, guarda come sono brava a fare la capriola. Vuoi vedere gli anelli? Ti faccio vedere quelli della mia colonna vertebrale, mentre si rompono.
Sono solo ultrafelice di studiare con un maestro così. Spero di migliorare e basta. Voglio imparare ad usare meglio la voce e non potevo essere più fortunata di così.
Cambiamo argomento, prima che parta con ulteriori sviolinate al mio idolo (per chi non l'avesse capito, non che voglia esagerare, ma solo per rimarcare il concetto, sto parlando di Luca Pitteri).
Buone notizie... si è rifatto vivo un amico!!!! Dal carcere.
Una bella letterina piena di stronzate, l'unica cosa che non posso affatto rimproverargli è il suo italiano. Assolutamente perfetto, da brivido letterario. Da orgasmo grammaticale. Un continuo titillamento del periodo. Peccato che tanta cultura sia finita dietro le sbarre. Si può essere così intelligenti e così imbecilli? La risposta è sì. Ma la colpa è della droga di merda. Di merda. Di merda. Dimmerdadimmerdadimmerda.
Ora vorrei rispondergli che è un gran coglione, che non credo ad una sola parola delle sue cazzate, ma mi resta ancora un briciolo di indulgenza e.... mi dispiace. Sta lì dentro, si sente un coglione già da solo (spero). Ma non riesco ad essere nemmeno così caritatevole da dirgli che per me è tutto tranquillo. Può andare a farsi fottere. Bel casino, comunque.
Troppi punti nelle mie frasi, e troppe frasi a segnare i punti salienti della mia poca vita. Presto riprenderò una penna in mano, e poi saranno solo note, di notte, e cazzi vostri.
La gente ha bisogno sempre di spiegazioni. La gente si sente sempre chiamata in causa. Capita che questo blog venga letto da persone che mi conoscono, e subito si sentono messe in discussione. Eppure "potrei" non parlare di loro. Magari traggo spunti di riflessione, sì. Ma le code di paglia si fanno sentire.
Ho lavorato per un'azienda che fotte la gente. Tecnicamente ci sto ancora lavorando, perchè mi fanno così incazzare che non gli ho detto che non lavorerò più. Semplicemente non mi presento da tre giorni.
Ieri sera, un tipo che tutti i giorni, almeno quindici volte al giorno, mi manda messaggi d'amore, è stato definitivamente debellato. Essì. Gli ho detto di salutarmi la sua ex, da cui andava in "visita di cortesia". Subito (maledetta infinity sms) mi arriva un messaggio in cui mi si dice "lo sai che ci sei solo tu nella mia testa, lei non significa niente, non sapevo nemmeno che fosse in città, ma sai, credevo di averti perso, ma ti amo" (il messaggio è persino grammaticalmente più scorretto, ma non riesco proprio a ricopiare simili oscenità linguistiche). Gli rispondo semplicemente "vivi". Imperativo categorico. E la cosa più assurda è che mi arriva una risposta addirittura inquietante: "ok bacio!".
okbacio?
Volevi il mio permesso per chiavarti la tua ex?
La gente è incredibile, assurda. Insulsa, a volte.
Sono fin troppo paziente, signor Splinder.
E' che rifletto, un po' come uno specchio, un po' come un essere pensante.
A volte credo di non sapere cosa scrivere, su questo blog dedicato al'arte dell'essere stupidi. E allora attingo dall'arte della felicità, blog del mio amicollega Rastasoul.
Si parla d'amore. E ci si disquisisce, come se dell'amore si potesse parlare così, semplicemente. Mi chiedo se l'amore possa essere un compromesso. Mi chiedo quanti davvero conoscano il significato della parola "compromesso". Mi chiedo quanto si possa conciliare il "compromesso" con l' "amore".
Perchè forse si può amare davvero qualcuno solo quando l'amore diventa una "collaborazione", tipo uno scambio o giù di lì, oppure bisogna sacrificare la fantomatica "scintilla", il mitico "colpo di fulmine", in favore di una cosciente riconoscenza. Perchè riconosco, nel tempo, di amare solo chi condivide con me la mente e il corpo, ma non all'improvviso.
Nel tempo.
Giusto.
E quanto tempo ci vuole per capire di amare? E siamo proprio sicuri che si parli d'amore?
Una donna che decide di farsi mantenere da un uomo ricco, è disposta ad accettare che costui la riempia di corna solo perchè allo stesso tempo le riempie il guardaroba. Ecco l'amore-compromesso.
Un uomo decide di restare accanto ad una donna sordomuta. Ecco un altro tipo di amore-compromesso.
Due persone non si accorgono di amarsi da sempre solo perchè hanno perso tempo a conoscersi nel bene e nel male. Appunto. Non si amano "da sempre". Forse non si ameranno mai. Forse si ameranno nel tempo.
Nel tempo.
Giusto.
E la scintilla si va a far fottere.
Peccato che per quella famosa "scintilla" io abbia spesso sacrificato me stessa. Per una scintilla sono andata a convivere con un uomo. Per una scintilla ho distrutto la vita a più di un uomo. Per una scintilla ho rischiato davvero la vita. Per una scintilla mi hanno rubato in casa. Per una scintilla ho scopato e ho goduto. Per una scintilla ho pensato che l'amore fosse un binomio tra "scopare" e "godere". Per una scintilla ho sacrificato la comprensione.
Per una scintilla, ora, credo che l'amore sia un compromesso. Essì. Sarò io a sacrificare l'attrazione, la passione. Ora cercherò qualcosa che possa completarmi. E parliamoci chiaro, ho creduto SEMPRE che le scintille mi completassero, e... forse l'hanno fatto.
Davvero.
Nel tempo, giusto.
Nel tempo giusto.
Ogni cosa a suo tempo.... giusto?
E adesso mi ritrovo ad amare un'idea. Quante volte mi sono rassegnata, quante volte ho combattuto perchè ritenevo che quella persona potesse essere quella giusta?
Allora.... vuol dire che ho sempre amato un'idea?
O che sono scesa a compromessi con la mia anima?
Lo capirò, prima o poi.
Nel tempo.
Così come ti amerò nel tempo.
Giusto?
Allora.
Metti il caso che tu vai da un bambino piccolo, fingiamo che sia un bambino di 5 anni, e gli dici:
- Non toccare il forno, perchè ti bruci!
Perchè glielo dici? Perchè non vuoi che si faccia male, è ovvio.
Però non puoi nemmeno pretendere che il bambino di 5 anni, in tutta la sua vita, non inforni neppure una focaccia. Inevitabilmente, prima o poi (magari a 30 anni), scoprirà che il forno brucia, perchè, che ne so, gli sfuggirà la teglia di parmigiana rovente dalle mani. O più naturalmente sarà attratto dal forno, per il semplice fatto che E' PROIBITO.
Il bambino piangerà, ed avrà appreso una lezione. IL FORNO BRUCIA.
Però, sempre ragionando per assurdo, poniamo il caso che questo bambino sia ignifugo. Non si brucia. Si accende le sigarette rotolandosi sui carboni ardenti. Non avverte la sensazione del calore, e il suo corpo non ha nessuna reazione, come se fosse d'amianto. D'accordo, è impossibile, però facciamo finta per un singolo attimo che sia possibile una cosa del genere, che ne so, magari questo qua è il figlio di un mangiafuoco e una dipendente dell'acquedotto comunale. Il figlio di un pompiere e una piromane. Il figlio di Muzio Scevola e una campionessa di immersione subacquea.
Questo bambino, un giorno, toccherà il forno e non avvertirà alcun fastidio. Comincerà a fare ben presto le scommesse con gli amici, si metterà a giocare con i fiammiferi, si darà fuoco da solo agitando con orgoglio il dito medio. Potrebbe addirittura essere un bel fenomeno da baraccone.
Ebbene, questo bambino al di fuori del normale, non avrà nessun problema a toccare il forno rovente e potrebbe addirittura tornarti utile, può essere utilizzato come presina vivente, ok?
Quell'avvertimento non gli servirà a un cazzo di niente nella vita. Anzi, sarà l'eccezione che invalida la regola, e per di più gli piacerà terribilmente fare una cosa che nessuno può fare.
Come un talento naturale per qualcosa, che ne so, per dipingere. E se si dicesse ad un bambino di non toccare il pennello e magari quello lì fosse destinato ad essere il nuovo Michelangelo?
Chi può stabilire cos'è una minoranza? Chi può stabilire il metro di misura per individuare una diversità?
A me capita di essere una bambina ignifuga, ogni tanto. Semplicemente perchè, qualche volta, ho provato a fare qualcosa che chiunque avrebbe considerato anormale, ma..... mi è riuscito di farla, spontaneamente e bene. Addirittura con un certo piacere. Addirittura con un certo stile. Addirittura con compiacenza. Addirittura con sorpresa. Con sgomenta indignazione e sottile godimento insieme.
Non mi sento diversa. Solo ignifuga.
Lasciatemi giocare con il fuoco, a questo punto. Le bruciature peggiori non mi hanno lasciato alcuna cicatrice. Giudicatemi perchè mi piace mangiare la Nutella e poi mi lamento perchè ingrasso. Giudicatemi perchè mi piace spendere soldi e poi rimango al verde. Giudicatemi, sempre se siete in grado di giudicarmi, perchè faccio degli errori. Ma non giudicatemi perchè mi piace rischiare. Se non avessi avuto la bramosia di mangiare la focaccia bollente, non mi sarei mai accorta di essere ignifuga.
Essì. Perversioni a parte me la cavo. Faccio finta di essere una cantante, faccio finta di essere una ragazza sorridente e pronta a tutto, faccio finta di essere intelligente e faccio finta di essere stupida a seconda dei casi. In pratica faccio finta, ma non per essere falsa, ma semplicemente perchè la famosa visione pirandelliana delle maschere mi appartiene in pieno. E che male fo?
Perversa. Ma non di quelle che legano mani e piedi agli uomini, poi li cospargono di nutella e disegnano cazzetti di panna montata intorno all'ombelico (che razza di esempio di perversione mi è venuto in mente, mah). Perversa per il solo motivo che c'è della malizia in ogni mio pensiero. Malizia buona. Malizia, profumo d'intesa.
E maliziosamente proseguo nel mio cammino. Mi vengono cose in mente, del tutto prive di logica. Tipo, il 10/10 compirò 25 anni, e mi piace il fatto di poter dividere per cinque tutti sti numeri. Non è perversione anche questa?
Poi ho preso il viziaccio di vedere tutto bianco o tutto nero. Niente grigino, verdognolo, rosa primula, marrone stronzo. No. Tutti stronzi o tutti buoni. Il problema è che accade tutto nel giro di pochi minuti. Sono capacissima di cambiare umore con una velocità incredibile. E non venitemi a dire che è colpa del ciclo mestruale, perchè mi incazzo. Pare che le donne si possano incazzare solo in funzione delle loro mestruazioni. Mi viene voglia di indossare un tampax al tritolo e farmi esplodere in piazza della Vittoria, così, tanto per fare qualcosa di diverso. Diventerei una martire. L'altro giorno sono caduta di fronte al monumento ai caduti, e c'è della logica in tutto questo.
Mi guardo allo specchio e vedo un cesso. Forse dovrei orientare meglio lo specchio del bagno.
Basta.
Apro i commenti del blog e trovo un piacevole "minkia ke kretina" lasciato da un anonimo, che preferisce nascondersi e fa un gran bene, visto che non è stato capace di apprendere, in prima elementare l'uso del gruppo "ch".
Provo odio verso gli ignoranti. C'è chi odia i neri, chi i comunisti, c'è chi fa dell'odio l'unico suo scopo di vita. Io odio gli ignoranti.
Non c'è nulla che mi faccia incazzare più di un "se dovrei", mi fanno schifo le persone che non sanno aprire la bocca e ancora meno sopporto la gente che non sa scrivere. Molti dei blog di recente apertura contengono talmente tante "k" o "x" che mi sembra di leggere veramente in russo. O ancora peggio leggo "kondizzionatore", "qual cosa", parole che non esistono. Questa gente farebbe bene a scrivere i propri post direttamente su Word e affidarsi completamente al controllo ortografico. Questa gente farebbe bene a ripetere le scuole elementari. Questa gente farebbe bene a dedicarsi ad altre forme di espressione.
Conosco persone costrette ad andare a lavorare fin da piccole, che non hanno potuto continuare gli studi, e nei loro confronti provo un misto di rispetto e tenerezza. Ma davvero non posso credere che queste persone non abbiano mai visto un film in vita loro, o non abbiano mai letto un giornale (non dico i libri, perchè purtroppo c'è tanta gente che non legge).
Caro sporco ignorante,
ti sei mai chiesto perchè non sei mai stato in grado di usare il T9 del tuo cellulare? Te lo spiego io. Il T9 non riconosce "kondizzionatore" nemmeno se lo scrivi con la "c". La colpa è ovviamente del T9.
Ma certo, leggere ti fa schifo perchè non capisci il 90% di quello che c'è scritto, e non perchè tu non sappia leggere, ma perchè è evidente che tu non sia stato abituato a "capire" ciò che leggi. Il dizionario della lingua italiana è pienissimo di vocaboli, e non ne usiamo neanche la metà della metà nel linguaggio comune.
C'è un proverbio che mi è stato spesso propinato come risposta a qualche mio intervento: "parla come mangi". Lo odio. Dalle mie parti, il dialetto è sgrammaticato al massimo. Si dice "agghi' sciùt" (alla lettera "ho andato") per dire "sono andato". L'ausiliare "avere" viene usato al posto di "essere", creando delle confusioni incredibili. Conosco dei comunicatori molto efficaci, che si sanno esprimere solo in dialetto. Li trovo tutti al mercato ed è quello l'unico posto dove possono comunicarmi qualcosa. Io comunque mangio pesce, e non "pescie".
Tenetevi forte: la cultura non costa. Perchè si basa sulla voglia di apprendere, e tutto ciò che ci circonda è una fonte di cultura. C'è gente, qui da me, che apre il "Tarantosera" solo per vedere le facce di quelli che hanno arrestato e giocarseli come le figurine dei calciatori. Poi salta direttamente